Cosa è l’ipnosi

L’ipnosi, da sempre, ha la fama di essere qualcosa di pericoloso: nel migliore dei casi è stata assimilata alla manipolazione, alla perdita di controllo, ad alterazione della volontà, e nel peggiore dei casi ad un’esperienza sovrannaturale.
In realtà l’ipnosi è un’esperienza normale e ricorrente nella vita degli esseri umani: uno stato di alterazione delle percezioni e della coscienza che, a vari livelli di intensità, caratterizza costantemente la relazione con il mondo circostante. Lo stato ipnotico fa parte del normale corredo biologico e psicologico di ogni individuo, e senza esserne coscienti durante la nostra vita quotidiana attraversiamo momenti che possiamo definire di suggestione se non di trance.
Riconoscere l’ipnosi come un fenomeno naturale è il primo passo per sgomberare il campo da pregiudizi che erroneamente la mostrano come uno strumento di manipolazione. Proprio perchè è un evento del tutto “normale”, l’ipnosi se ben usata può avere effetti straordinari e restituire al paziente la sua identità di soggetto, poichè, come ormai noto tutta l’ipnosi è in realtà autoipnosi. Compito dello psicoterapeuta è quello di costruire ad hoc condizioni che attivano o fanno emergere nella persona elementi di trance latente.
Durante lo stato ipnotico l’individuo può cambiare sia la percezione del mondo che lo circonda sia la sua modalità di pensiero, ed è proprio questo uno dei grossi vantaggi terapeutici dell’ipnosi: consentire alla persona di vedersi, di sentirsi “come se” già fosse fuori dal problema per cui ha richiesto aiuto.

Ipnosi Dinamica

L’ipnosi dinamica ideata e sviluppata da Stefano Benemeglio, si dimostra particolarmente utile con le persone che hanno grosse resistenze o difficoltà ad abbandonarsi, o a concentrarsi su immagini mentali, inoltre le sue caratteristiche peculiari permettono all’individuo di entrare molto rapidamente in una ipnosi profonda e poter accedere così alla causa reale o presunta del problema per il quale hanno chiesto aiuto. In questo tipo di ipnosi lo psicoterapeuta, per far emergere la trance, usa codici di tipo non verbale e tensiogeni e spesso la persona ha vissuti molto più vividi ed emozionalmente più intensi, rispetto a quelli che potrebbe avere usando altri tipo di tecniche.

Ipnosi Regressiva

L’Ipnosi Regressiva, tecnica spesso usata da Milton Erickson, è uno strumento della psicoterapia e come tale deve essere usato”. Dopo una fase di preparazione si induce il fenomeno chiamato “regressione”. L’Autore intende con questo termine la capacità, dei soggetti che abbiano ricevuto appropriate suggestioni e istruzioni di richiamare in vita ricordi, schemi comportamentali e abitudini di un periodo precedente che può giungere fino all’infanzia. I sostenitori della regressione a vite precedenti affermano, invece, che si possa retrocedere a tempi antecedenti la vita attuale. La liberazione (abreazione) e la rielaborazione dei contenuti emozionali favorirebbero il riequilibrio psicologico del soggetto. Uno dei massimi esperti di ipnosi regressiva e di reincarnazione è lo psichiatra Brian Weiss. Questo psichiatra afferma e dimostra la validità della terapia regressiva per alleviare i disturbi fisici e disagi emozionali. Rivivere il passato per curare il presente, per permettere all’inconscio di far emergere quelle esperienze che, una volta comprese, consentiranno alla persona di guarire. La regressione alle vite precedenti è un metodo di conoscenza del sé molto antico che favorisce un ricongiungimento spirituale con la memoria della propria vita passata.

L’ipnosi Moderna di Milton Erickson

In generale la parola “ipnosi” crea un velo di mistero e  quando viene pronunciata stimola una reazione, sia essa positiva o negativa, alcuni pensano che l’ipnosi sia un mezzo per far fare alle persone quello che vogliamo, altri che sia la cura di ogni male o che sia una pratica pericolosa e proprio da evitare. In realtà il processo ipnotico viene utilizzato da uno psicoterapeuta per il fine che egli si propone e che,  attraverso l’utilizzo di proprie  associazioni mentali e ricordi, il paziente riesce a risolvere il suo problema utilizzando le sue stesse capacità, che senza ipnosi non sarebbero riconosciute e comprese.

Parlando di ipnosi Ericksoniana, mi riferisco a Milton H.Erickson, uno dei maggiori ipnotisti e studiosi di ipnosi contemporanei, la sua filosofia è basata dalla sua insistenza su concetti come : Crescita – Piacere – Gioia.

Lui si esprime : ” la vita non è qualcosa cui si possa dare una risposta oggi. Bisogna godere del processo dell’attesa, del processo del divenire ciò che si è. Non c’è niente di più delizioso che seminare dei fiori senza sapere che specie di fiore crescerà “

La terapia ipnotica con modello Ericksoniano ha una struttura abbastanza flessibile che si può adattare alle diverse risposte dei pazienti che la sperimentano, e non comprende regole rigorose.

Per meglio comprendere il lavoro del terapeuta durante la seduta con l’utilizzo dell’ipnosi, possiamo suddividere il processo ipnotico in tre fasi:

La preparazione, la trance terapeutica e la valutazione dei risultati terapeutici.

Nella fase di preparazione, c’è la conoscenza tra paziente e terapeuta, che raccoglie le informazioni utili delle esperienze di vita del paziente, che poi potranno essere utilizzate come materiale utile ai fini terapeutici. In questa fase l’aspettativa positiva del paziente è importante ai fini della miglior riuscita del trattamento.

La trance terapeutica rappresenta il trattamento di ipnosi in senso stretto, il momento nel quale il terapeuta applicando l’ipnosi varia gli schemi e le strutture abituali del paziente, in modo che sia pronto attraverso l’utilizzo di risorse proprie a variare i modelli di associazione e funzionamento mentale per la risoluzione dei problemi.

Da un punto di vista fisico la trance può essere manifesta attraverso uno stato di catalessi, una immobilità corporea, chiusura degli occhi, rilassamento dei muscoli facciali, rallentamento della respirazione e del battito cardiaco.

Nel modello Ericksoniano  l’induzione alla trance si veicola in diversi stadi che vengono adattati alle caratteristiche e alle reazioni di ogni paziente:

-FISSAZIONE DELL’ATTENZIONE, fase nella quale il paziente viene invitato a concentrarsi su se stesso e sulle proprie sensazioni.

-MOMENTO CREATIVO, fase nella quale il paziente attraverso la sperimentazione (fantasia guidata) dell’irreale e del fantastico, interrompe gli schemi abituali depotenziandoli e producendo un nuovo atteggiamento o un nuovo comportamento.

-RICERCA E PROCESSO INCONSCIO, fasi consecutive che attraverso l’attivazione con forme di suggestione indiretta, favoriscono nel paziente associazioni mentali che forniscono direttamente  le risposte attese.

-RISPOSTA IPNOTICA, è la fase conseguente al processo inconscio che si presenta in modo involontario ed autonomo al paziente.

-CONVALIDA DEL TRATTAMENTO TERAPEUTICO, fase di valutazione del lavoro della trance.

 

Se pensi di dover affrontare un problema o un disagio, ti consiglio di provare l’ipnosi come strumento di efficacia convalidata!

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