Ipnosi, autoipnosi e Musica

L’ambito musicale e quello psicologico e sembrano diversi e distinti, tuttavia esiste un profondo legame tra essi. La Psicologia della Musica, infatti, rappresenta una branca della psicologia sperimentale che indaga gli effetti della musica e le sue implicazioni emozionali. A ben vedere, risulta innegabile che una delle caratteristiche più significative dell’esperienza musicale giace proprio sul suo carattere fortemente emotivo. Le note musicali, quando ascoltate oppure eseguite, sono in grado di scatenare passioni, spirito di appartenenza, ed è un fatto che l’uomo da sempre ha sentito il bisogno di esprimersi attraverso l’arte musicale.

Insomma, a chi non è capitato di percepire un cambiamento di umore durante l’ascolto di un brano particolarmente evocativo?
La musica è indagata dalla Psicologia della Musica a partire da una precisa peculiarità: l’elaborazione cognitiva ed emozionale richiama sempre un vissuto personale e soggettivo. Le neuroscienze hanno individuato e riconosciuto abilità nell’ascolto musicale presenti già nella prima infanzia, che si raccordano con eventuali componenti acquisite come conseguenza dell’interazione ambientale e culturale. Infatti, l’esposizione alla musica e la competenza all’ascolto dei brani della propria cultura fornisce all’ascoltatore un bagaglio di conoscenze implicite che facilitano l’elaborazione successiva degli stimoli musicali. Vi è quindi una stretta relazione tra la predisposizione biologica e le sollecitazioni dell’ambiente, come generalmente avviene per ogni competenza umana. Le neuroscienze hanno, inoltre, dimostrato che l’interazione con gli stimoli musicali può cominciare già prima della nascita, nel corso della gravidanza.
Il legame tra ipnosi e musica è indubbiamente atavico ed estremamente forte poiché l’utilizzo di una è in grado di rinforzare e potenziare il richiamo all’altra. A studio, nel corso delle sedute, individuali o di gruppo, generalmente impiego la musica quale facilitatore del rilassamento e dell’ingresso allo stato ipnotico, in virtù della sua indubbia valenza emozionale. Come davanti a un test proiettivo, il paziente ascolta il brano musicale e lo elabora secondo i suoi bisogni del momento, trasformandolo in un canale privilegiato per accedere a memorie lontane, emozioni latenti e credenze acquisite, che nel corso della psicoterapia possono essere rielaborate e ristrutturate portando alla remissione dei sintomi e al benessere personale.
In determinate circostanze, alcuni dei miei pazienti durante la psicoterapia seguono un vero e proprio training con me finalizzato all’apprendimento di tecniche di autoipnosi per la gestione delle emozioni o dei ritmi sonno-veglia, ad esempio. Nei casi in cui l’ipnosi sia autoindotta, il ruolo del brano musicale può essere ancora più determinante. Il paziente che ha appreso la tecnica può, infatti, correre il rischio di non avere giustamente acquisito un linguaggio ipnotico efficace e, in ogni caso, è esposto al limite di non avere un conduttore esterno a se stesso. Durante l’induzione della trance ai miei pazienti, infatti, ho il duplice ruolo di guida e osservatrice: ogni variazione delle espressioni sul volto, ogni movimento volontario o involontario del corpo, ogni elemento vocale, mi portano a declinare diversamente il mio intervento per renderlo maggiormente al servizio della trance della persona. L’impossibilità, per l’individuo da solo, di ricorrere a una posizione terza quando si auto induce la trance comporta il rischio di incorrere in distrazioni e in disturbi di varia natura (ambientali, per esempio) che non può autonomamente gestire attraverso la rimodulazione del lavoro di mantenimento della trance. Questo, probabilmente, è il più grande limite dell’autoipnosi che, comunque, conserva un buon profilo di efficacia. Tale limite rappresenta il motivo per il quale raccomando al paziente l’associazione di un brano musicale ai comandi appresi per l’induzione. Talvolta accade che il paziente decida di condividere la scelta del brano con me in seduta, in altre occasioni invece mi richiede la stessa traccia proposta da me a studio. Di fatto, la musica è estremamente funzionale in questi tipi di lavori; ripetere mentalmente i comandi oppure farlo a voce, escludendo ogni altro elemento di ancoraggio, può ridurre l’efficacia dello stato di trance.
Insomma, ipnosi e musica sono intimamente connesse, e la musica rappresenta uno strumento estremamente potente per l’induzione della trance.

 

 

Riferimento bibliografico
Perani D. et al., Functional Specializations for music processing in the uman newborn brain, (2009) PNAS

About
La passione che nutro per l'ipnosi è nata, per caso, circa 20 anni fa da quel momento in poi mi sono dedicata all’approfondimento delle tecniche, dei fenomeni e delle manifestazioni ad essa collegati. Grazie all'ipnosi, durante la mia esperienza clinica, ho visto persone timide tenere conferenze, persone balbuzienti parlare perfettamente in pubblico, persone affette dalla fobia per i topi accarezzarli, persone che non uscivano più di casa prendere l'aereo. Potrei continuare a raccontare altri episodi, ma penso che sia più utile evidenziare come tutti gli esempi fatti hanno un fattore in comune: la capacità acquisita o recuperata delle persone di riuscire ad uscire, grazie al rapporto terapeutico e all'ipnosi , dai propri schemi comportamentali vecchi e disfunzionali e comportarsi come se il problema fosse già risolto. L'ipnosi strategica, che uso nel mio lavoro, assieme ad altri tipi d'ipnosi, si rifà all'Ipnoterapia Ericksoniana, all'Ipnosi dinamica e all’Ipnosi regressiva. Dopo la Laurea in Psicologia – ind. applicativo – conseguita presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, mi specializzo nella psicoterapia ad Approccio Breve Strategico, che si caratterizza per interventi brevi ed efficaci. Da anni utilizzo quotidianamente questo approccio insieme all’ipnosi, durante il percorso terapeutico l’attenzione non viene posta sul passato ma sul presente e sul futuro. Questo tipo di intervento si avvale di tecniche specifiche tra cui ricordo il Training Autogeno, la desensibilizzazione sistematica, l’ipnosi etc. In particolare l’ipnosi si è dimostrata un mezzo privilegiato per combattere l’ansia, affrontare disturbi alimentari e sessuali, contrastare la depressione e fronteggiare altri tipi di disfunzioni di natura psicologica come le ossessioni, l’insonnia e l’astenia. La psicoterapia ipnotica neo-ericksoniana, inoltre, valorizza le risorse interne dell’individuo, e grazie a ciò la persona mette in essere una ristrutturazione del suo mondo. La reale forza dell’ipnosi consiste nel permettere alla persona da un lato di accedere alla totalità delle sue risorse, dall’altro di sperimentare come sia possibile andare, senza l’aiuto di farmaci o di altre sostanze, al di là dei propri schemi comportamentali spesso obsoleti e disfunzionali. La psicoterapia ipnotica può essere applicata a bambini, agli adolescenti e agli adulti, e ai più svariati disagi e problemi, sempre rispettando la volontà del paziente. Oltre ad usare le tecniche di rilassamento e l’ipnosi in ambito clinico conduco presso l’Istituto per lo Studio Delle Psicoterapie corsi, riservati a medici e psicologi, per conduttori di Training Autogeno, Tecniche Ipnotiche e R.A.T.
Contact Us

We're not around right now. But you can send us an email and we'll get back to you, asap.

Not readable? Change text.

Start typing and press Enter to search