Ipnosi e depressione

Secondo il DSM V la diagnosi di depressione può essere posta se il paziente presenta almeno cinque sintomi tratti da uno specifico elenco detto proprio “criterio di diagnosi”, e tale quadro sintomatico deve protrarsi per almeno due settimane. Ulteriore requisito per porre la diagnosi è la necessità che il paziente soffra di umore depresso oppure sperimenti una perdita generalizzata di interesse o piacere (anedonia). Possiamo concludere che tali tratti costituiscono un aspetto indispensabile per definire la depressione. Per porre una diagnosi sulla base del DSM V è inoltre necessario che siano soddisfatti altri due criteri:
• i sintomi devono causare disagio compromissione clinicamente significative in ambito sociale, occupazionale, o in altro ambito funzionale importante.
• l’episodio depressivo maggiore non deve essere attribuibile all’uso di particolari sostanze o ad altra condizione patologica.
Allo scopo di evidenziare gli aspetti peculiari del disturbo depressivo, è interessante sottolineare un cambiamento di prospettiva nella diagnosi, confrontando i criteri del DSM IV-TR e DSM V, dove si è compiuta l’eliminazione del principio secondo cui la diagnosi di depressione non si pone per i pazienti che, al momento dell’assessment psicodiagnostico, affrontano un evento luttuoso. A tal proposito, si legge nel DSM IV questa indicazione: “Dopo la perdita di una persona amata anche se i sintomi depressivi sono sufficienti per durata e per numero a soddisfare i criteri dell’episodio depressivo maggiore, essi dovrebbero essere attribuiti al lutto.” Ovviamente, la soppressione di questo criterio ha generato un grande dibattito nella comunità scientifica.
Al di là delle differenze dal punto di vista strettamente diagnostico, possiamo più semplicemente definire il disturbo depressivo maggiore come una patologia dell’umore. Con il termine disturbo dell’umore ci si riferisce a una ampia classe di sintomi e di disturbi psicopatologici, che provocano una disfunzione o modificazione del tono dell’umore della persona, in grado di compromettere il funzionamento globale del soggetto, che sperimenta vissuti di disadattamento alle circostanze esistenziali e ambientali e che interferisce attivamente nella vita sociale, relazionale e lavorativa. Inoltre, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2001 la depressione si trovava al quarto posto fra le malattie causa di invalidità e si prevede che entro il 2020 raggiungerà il secondo posto dopo le malattie cardiovascolari. Una previsione allarmante. Il disturbo depressivo può colpire chiunque a qualunque età, ma è più frequente tra i 25 e i 44 anni di età ed è due volte più comune tra le donne. Può capitare a tutti, qualche volta, di essere un po’depressi, ma ciò non significa che tutti necessitano di un trattamento.

Vediamo ora come l’impiego dell’ipnosi rappresenti un valido strumento per curare la depressione. Indurre lo stato ipnotico con il paziente depresso significa attivare la produzione di endorfine, le quali costituiscono un gruppo di sostanze prodotte dal cervello, più precisamente nell’ipofisi, classificabili come neurotrasmettitori. Le endorfine sono in grado di procurare uno stato di benessere, armonia e pace interiore in grado di determinare nel paziente con disturbo depressivo una serie di benefici immediatamente percepibili. Diverse procedure di ipnosi per il trattamento e la cura della depressione sono state messe a punto da Miller, Gruber e Yapko (1999). Inoltre l’impiego dell’ipnosi con questa tipologia di pazienti si configura come uno strumento di elezione attraverso cui il soggetto diventa capace di manifestare i suoi vissuti di aggressività e rabbia, di regola inaccettabili dalla persona in una condizione depressiva.
Nella pratica clinica ritengo che l’induzione dello stato ipnotico nei pazienti che soffrono di depressione sia una procedura in grado di restituire alla persona la dimensione delle sue capacità di autoguarigione e autoefficacia, anche grazie all’attivazione delle endorfine che producono benefici immediati. Inoltre, i pazienti in stato di trance sono in grado di percepirsi capaci di riappropriarsi del proprio progetto di vita, dei propri scopi esistenziali, elementi strategici per ritrovare l’autostima perduta, per contrastare i deliri di rovina e raggiungere una pacificazione interiore.
Bibliografia
Miller, Gruber e Yapko (1999), The Hypnotic Treatment of Depression, Journal of Evidence-Based Complementary & Alternative Medicine October 1999 vol. 5 no. 2 151-162

About
La passione che nutro per l'ipnosi è nata, per caso, circa 20 anni fa da quel momento in poi mi sono dedicata all’approfondimento delle tecniche, dei fenomeni e delle manifestazioni ad essa collegati. Grazie all'ipnosi, durante la mia esperienza clinica, ho visto persone timide tenere conferenze, persone balbuzienti parlare perfettamente in pubblico, persone affette dalla fobia per i topi accarezzarli, persone che non uscivano più di casa prendere l'aereo. Potrei continuare a raccontare altri episodi, ma penso che sia più utile evidenziare come tutti gli esempi fatti hanno un fattore in comune: la capacità acquisita o recuperata delle persone di riuscire ad uscire, grazie al rapporto terapeutico e all'ipnosi , dai propri schemi comportamentali vecchi e disfunzionali e comportarsi come se il problema fosse già risolto. L'ipnosi strategica, che uso nel mio lavoro, assieme ad altri tipi d'ipnosi, si rifà all'Ipnoterapia Ericksoniana, all'Ipnosi dinamica e all’Ipnosi regressiva. Dopo la Laurea in Psicologia – ind. applicativo – conseguita presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, mi specializzo nella psicoterapia ad Approccio Breve Strategico, che si caratterizza per interventi brevi ed efficaci. Da anni utilizzo quotidianamente questo approccio insieme all’ipnosi, durante il percorso terapeutico l’attenzione non viene posta sul passato ma sul presente e sul futuro. Questo tipo di intervento si avvale di tecniche specifiche tra cui ricordo il Training Autogeno, la desensibilizzazione sistematica, l’ipnosi etc. In particolare l’ipnosi si è dimostrata un mezzo privilegiato per combattere l’ansia, affrontare disturbi alimentari e sessuali, contrastare la depressione e fronteggiare altri tipi di disfunzioni di natura psicologica come le ossessioni, l’insonnia e l’astenia. La psicoterapia ipnotica neo-ericksoniana, inoltre, valorizza le risorse interne dell’individuo, e grazie a ciò la persona mette in essere una ristrutturazione del suo mondo. La reale forza dell’ipnosi consiste nel permettere alla persona da un lato di accedere alla totalità delle sue risorse, dall’altro di sperimentare come sia possibile andare, senza l’aiuto di farmaci o di altre sostanze, al di là dei propri schemi comportamentali spesso obsoleti e disfunzionali. La psicoterapia ipnotica può essere applicata a bambini, agli adolescenti e agli adulti, e ai più svariati disagi e problemi, sempre rispettando la volontà del paziente. Oltre ad usare le tecniche di rilassamento e l’ipnosi in ambito clinico conduco presso l’Istituto per lo Studio Delle Psicoterapie corsi, riservati a medici e psicologi, per conduttori di Training Autogeno, Tecniche Ipnotiche e R.A.T.
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