Ipnosi e Distimia

La distimia è un’alterazione del tono dell’umore (in greco, thymòs) in senso depressivo, tuttavia con un andamento abbastanza moderato da non sfociare nel disturbo depressivo maggiore. La distimia si contraddistingue per serie di caratteristiche specifiche che delineano il quadro sintomatologico. Infatti, il soggetto distimico percepisce un basso livello di motivazione e scarse energie per fronteggiare gli impegni quotidiani, carente autostima, criticità nella presa in carico delle decisioni, e un ridotto piacere nella vita di tutti i giorni. Gradi medi di distimia possono portare la persona ad allontanarsi da situazioni sociali e di stress, e ad evitare le opportunità per paura del fallimento. Il DSM 5 parla, a tal proposito, di “disturbo depressivo persistente” dal momento che la distimia si presenta come una condizione della durata di almeno due anni, richiesti appunto per porre la diagnosi nell’adulto (per bambini e adolescenti è sufficiente un anno) e si contraddistingue per la presenza di umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni. A partire da questa definizione del quadro sindromico, appare evidente che la persona distimica va incontro a tutta una serie di complessità effettivamente invalidanti, con disagi sul piano interpersonale (familiare e sociale) e lavorativo. Ulteriore elemento di complicazione è dato dal fatto che l’atteggiamento quasi costantemente cupo e taciturno della persona viene generalmente interpretato dal soggetto in questione e dai suoi cari come una peculiarità caratteriale, come un tratto della personalità. Tale errore di valutazione porta spesso a una diagnosi ritardata, e cioè quando i sintomi sono già presenti da anni. Inoltre, l’attribuzione dell’atteggiamento depresso all’inclinazione personale piuttosto che al disturbo distimico comporta specifiche modalità reattive da parte dell’ambiente relazionale che circonda il soggetto: sollecitazioni, rimproveri e disapprovazione non fanno che indebolire l’autostima della persona, innescando un pericoloso circolo vizioso.

 

Nel dettaglio, il soggetto distimico manifesta un caratteristico quadro di sintomi:
• difficoltà a concentrarsi e rimanere concentrati
• difficoltà nel prendere decisioni;
• scarsa autostima;
• malinconia e sconforto;
• stanchezza e astenia;
• disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia);
• disturbi della sfera alimentare (scarso appetito o iperfagia).

 

Dal punto di vista epidemiologico, lo studio ESEMeD (European Study of the Epidemiology of Mental Disorders) ci infoma che in Italia, la prevalenza della depressione maggiore e della distimia nell’arco della vita è dell’11,2% (14,9% nelle donne e 7,2% negli uomini). Nelle persone ultra 65enni la depressione maggiore e la distimia hanno una prevalenza nell’ultimo anno pari al 4.5% (ma tra le persone istituzionalizzate di questa età la prevalenza è molto più elevata, in alcune casistiche arriva fino al 40%). Da numerose indagini epidemiologiche risulta che il 2% dei bambini e il 4% degli adolescenti ha in un anno un episodio di depressione che dura almeno 2 settimane. Il quadro descritto rende conto della necessità di interventi terapeutici tempestivi e mirati.

 

La psicoterapia combinata con l’ipnosi è una strada da considerare per chi presenta il disturbo distimico, dal momento che ha dimostrato alti profili di efficacia ed efficienza. L’abbassamento del tono dell’umore nei soggetti distimici comporta ricadute comportamentali e somatiche sulle quali occorre intervenire con prontezza. In tal senso, attraverso dispositivi ipnotici e tecniche di visualizzazione guidata è necessario procedere per spezzare il circolo vizioso che rafforza nel distimico la bassa autostima, l’insicurezza e l’autopercezione negativa accrescendo lo sconforto e l’introversione. Ciò risulta possibile mediante l’abbassamento delle resistenze reso possibile dall’esperienza della trance, grazie alla quale la persona accede alle sue memorie più arcaiche e alle sue risorse personali in una dimensione protetta ma anche potenziata, nella quale ha la preziosa occasione di sperimentarsi “come se” fosse sollevato dai suoi vissuti depressivi e capace di approcciare al quotidiano in modo nuovo. C’è di più: uno studio di Miller et al. ha dimostrato che l’induzione dello stato ipnotico con i pazienti depressi comporta l’attivazione della produzione di endorfine, ovvero di un gruppo di sostanze prodotte dal cervello, classificabili come neurotrasmettitori. Le endorfine sono in grado di procurare uno stato di benessere, equilibrio e pace interiore in grado di determinare nel paziente distimico una serie di benefici immediati. Miller e collaboratori hanno messo a punto diverse procedure di ipnosi per il trattamento dei vissuti depressivi (Miller et al, 1999) Infine, il percorso psicoterapeutico consente alla paziente di restituire un senso al sintomo depressivo nella sua storia di vita, liberando chiavi di lettura maggiormente funzionali.

 

 

Riferimento bibliografico

Miller, Gruber e Yapko (1999), The Hypnotic Treatment of Depression, Journal of Evidence-Based Complementary & Alternative Medicine October 1999 vol. 5 no. 2 151-162

About
La passione che nutro per l'ipnosi è nata, per caso, circa 20 anni fa da quel momento in poi mi sono dedicata all’approfondimento delle tecniche, dei fenomeni e delle manifestazioni ad essa collegati. Grazie all'ipnosi, durante la mia esperienza clinica, ho visto persone timide tenere conferenze, persone balbuzienti parlare perfettamente in pubblico, persone affette dalla fobia per i topi accarezzarli, persone che non uscivano più di casa prendere l'aereo. Potrei continuare a raccontare altri episodi, ma penso che sia più utile evidenziare come tutti gli esempi fatti hanno un fattore in comune: la capacità acquisita o recuperata delle persone di riuscire ad uscire, grazie al rapporto terapeutico e all'ipnosi , dai propri schemi comportamentali vecchi e disfunzionali e comportarsi come se il problema fosse già risolto. L'ipnosi strategica, che uso nel mio lavoro, assieme ad altri tipi d'ipnosi, si rifà all'Ipnoterapia Ericksoniana, all'Ipnosi dinamica e all’Ipnosi regressiva. Dopo la Laurea in Psicologia – ind. applicativo – conseguita presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, mi specializzo nella psicoterapia ad Approccio Breve Strategico, che si caratterizza per interventi brevi ed efficaci. Da anni utilizzo quotidianamente questo approccio insieme all’ipnosi, durante il percorso terapeutico l’attenzione non viene posta sul passato ma sul presente e sul futuro. Questo tipo di intervento si avvale di tecniche specifiche tra cui ricordo il Training Autogeno, la desensibilizzazione sistematica, l’ipnosi etc. In particolare l’ipnosi si è dimostrata un mezzo privilegiato per combattere l’ansia, affrontare disturbi alimentari e sessuali, contrastare la depressione e fronteggiare altri tipi di disfunzioni di natura psicologica come le ossessioni, l’insonnia e l’astenia. La psicoterapia ipnotica neo-ericksoniana, inoltre, valorizza le risorse interne dell’individuo, e grazie a ciò la persona mette in essere una ristrutturazione del suo mondo. La reale forza dell’ipnosi consiste nel permettere alla persona da un lato di accedere alla totalità delle sue risorse, dall’altro di sperimentare come sia possibile andare, senza l’aiuto di farmaci o di altre sostanze, al di là dei propri schemi comportamentali spesso obsoleti e disfunzionali. La psicoterapia ipnotica può essere applicata a bambini, agli adolescenti e agli adulti, e ai più svariati disagi e problemi, sempre rispettando la volontà del paziente. Oltre ad usare le tecniche di rilassamento e l’ipnosi in ambito clinico conduco presso l’Istituto per lo Studio Delle Psicoterapie corsi, riservati a medici e psicologi, per conduttori di Training Autogeno, Tecniche Ipnotiche e R.A.T.
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