Ipnosi e Disturbo da Ansia di Malattia

Il Disturbo da Ansia di Malattia si caratterizza per le errate percezioni dei segnali del corpo da parte della persona che ne soffre. I segnali fisiologici dell’organismo vengono ricondotti a sintomi di natura patologica e da tale dispercezione origina l’insieme di preoccupazioni, di angosce e paure che avviluppano il paziente. Possiamo dire che chi soffre del disturbo da ansia di malattia è classificabile secondo due matrici di allarme:
. la preoccupazione è rivolta a qualunque segnale corporeo e a ogni funzione fisiologica (battito cardiaco, peristalsi, ecc.) che, secondo le convinzioni personali del soggetto, sono interpretati come pericolose alterazioni patologiche;
. l’allarme può essere riferito a una precisa malattia oppure a uno specifico organo (per esempio la paura di contrarre l’HIV o sviluppare il cancro).
Generalmente questi pazienti si rivolgono frequentemente a medici specialisti, accumulando un’infinita serie di analisi e accertamenti, senza tuttavia riuscire a allentare la tensione in seguito alle rassicurazioni dei dottori.
Secondo il DSM IV in tali casi avremmo fatto diagnosi di Ipocondria, tuttavia il DSM 5 (il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, giunto alla 5° edizione) propone nuovi criteri associati a una nuova denominazione, ovvero Disturbo d’Ansia di Malattia. Vale la pena, allora, comprendere quali sono i requisiti diagnostici:
A. Preoccupazione di avere o contrarre una grave malattia.
B. I sintomi somatici non sono presenti o, se presenti, sono di lieve intensità. Se è presente un’altra condizione medica o vi è un rischio elevato di svilupparla, la preoccupazione è chiaramente eccessiva o spropositata.
C. È presente un elevato livello di ansia riguardante la salute e l’individuo si allarma facilmente riguardo al proprio stato di salute.
D. L’individuo attua eccessivi comportamenti correlati alla salute o presenta un evitamento disadattivo.
E. La preoccupazione della malattia è presente da almeno sei mesi, ma la specifica patologia temuta può cambiare nel corso di tale periodo di tempo.
F. La preoccupazione riguardante la malattia non è meglio spiegata da un altro disturbo mentale, come disturbo da sintomi somatici, disturbo di panico, disturbo d’ansia generalizzato, disturbo di dismorfismo corporeo, disturbo ossessivo-compulsivo o disturbo delirante tipo somatico.
Dal punto di vista del funzionamento globale della persona, uno dei sintomi rilevanti è il dolore che può portare ad inattività ed isolamento sociale, acuendo i problemi psicologici, riducendo la resistenza fisica e portando stanchezza e dolori aggiuntivi. Sul versante prettamente psicologico, il paziente con difficoltà a simbolizzare tende alla somatizzazione del conflitto e delle emozioni ad esso correlate, che vengono rimosse e spostate sul piano fisico. Inoltre, questo disturbo comporta alcuni vantaggi secondari, in quanto gli individui assumendo il ruolo di persone malate riescono ad attirare su di sé l’attenzione, possono crearsi alibi per non affrontare situazioni che spaventano e tenere distanti oppure avvicinare persone che sentono significative. La traduzione somatica dei disagi psicologici rende complicato che questa categoria di pazienti acceda spontaneamente a un trattamento psicologico. Mettere a punto un lavoro psicoterapeutico con soggetti che soffrono di ansia di malattia significa creare un clima supportivo utile a favorire la simbolizzazione e la rielaborazione dei traumi che fanno da sfondo al conflitto. In particolare, intervenire con una psicoterapia combinata con le tecniche ipnotiche consente un canale privilegiato di accesso ai contenuti inconsci soggiacenti il disturbo. Attraverso la trance ipnotica è possibile sostituire le risposte disfunzionali con quelle funzionali, rafforzare l’Io, riformulare le credenze patogene alla base dei sintomi, limitando il più possibile i vantaggi secondari fino a scardinarli del tutto. Inoltre, con questa categoria di pazienti una tecnica molto utilizzata è il Training Autogeno, che restituisce alla persona il controllo delle proprie funzioni fisiologiche e la responsabilizza rispetto al livello di attivazione del suo organismo. Un intervento psicoterapeutico che includa l’utilizzo di ipnosi e Training Autogeno consente di favorire la consapevolezza e la rielaborazione dei conflitti interni che il paziente ha imparato ad esprimere solo attraverso sintomi somatici, riducendo il ricorso agli interventi medici, all’uso e abuso di farmaci o di altre sostanze. Combinare la trance con le tecniche verbali significa, infine, accorciare significativamente i tempi del trattamento, restituendo al paziente il benessere e la capacità di sentirsi capace di affrontare la vita e i suoi imprevisti.

Riferimento bibliografico
American Psychiatric Association (2014), Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta edizione (DSM-5), Raffaello Cortina editore

About
La passione che nutro per l'ipnosi è nata, per caso, circa 20 anni fa da quel momento in poi mi sono dedicata all’approfondimento delle tecniche, dei fenomeni e delle manifestazioni ad essa collegati. Grazie all'ipnosi, durante la mia esperienza clinica, ho visto persone timide tenere conferenze, persone balbuzienti parlare perfettamente in pubblico, persone affette dalla fobia per i topi accarezzarli, persone che non uscivano più di casa prendere l'aereo. Potrei continuare a raccontare altri episodi, ma penso che sia più utile evidenziare come tutti gli esempi fatti hanno un fattore in comune: la capacità acquisita o recuperata delle persone di riuscire ad uscire, grazie al rapporto terapeutico e all'ipnosi , dai propri schemi comportamentali vecchi e disfunzionali e comportarsi come se il problema fosse già risolto. L'ipnosi strategica, che uso nel mio lavoro, assieme ad altri tipi d'ipnosi, si rifà all'Ipnoterapia Ericksoniana, all'Ipnosi dinamica e all’Ipnosi regressiva. Dopo la Laurea in Psicologia – ind. applicativo – conseguita presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, mi specializzo nella psicoterapia ad Approccio Breve Strategico, che si caratterizza per interventi brevi ed efficaci. Da anni utilizzo quotidianamente questo approccio insieme all’ipnosi, durante il percorso terapeutico l’attenzione non viene posta sul passato ma sul presente e sul futuro. Questo tipo di intervento si avvale di tecniche specifiche tra cui ricordo il Training Autogeno, la desensibilizzazione sistematica, l’ipnosi etc. In particolare l’ipnosi si è dimostrata un mezzo privilegiato per combattere l’ansia, affrontare disturbi alimentari e sessuali, contrastare la depressione e fronteggiare altri tipi di disfunzioni di natura psicologica come le ossessioni, l’insonnia e l’astenia. La psicoterapia ipnotica neo-ericksoniana, inoltre, valorizza le risorse interne dell’individuo, e grazie a ciò la persona mette in essere una ristrutturazione del suo mondo. La reale forza dell’ipnosi consiste nel permettere alla persona da un lato di accedere alla totalità delle sue risorse, dall’altro di sperimentare come sia possibile andare, senza l’aiuto di farmaci o di altre sostanze, al di là dei propri schemi comportamentali spesso obsoleti e disfunzionali. La psicoterapia ipnotica può essere applicata a bambini, agli adolescenti e agli adulti, e ai più svariati disagi e problemi, sempre rispettando la volontà del paziente. Oltre ad usare le tecniche di rilassamento e l’ipnosi in ambito clinico conduco presso l’Istituto per lo Studio Delle Psicoterapie corsi, riservati a medici e psicologi, per conduttori di Training Autogeno, Tecniche Ipnotiche e R.A.T.
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