Ipnosi e espressione delle emozioni

Le emozioni rappresentano una reazione affettiva intensa con insorgenza acuta e di breve durata determinata da uno stimolo esterno oppure interno. Una risposta emozionale è composto da tre componenti: una componente comportamentale, una vegetativa è una ormonale. La componente comportamentale consiste in movimenti muscolari appropriati allo stimolo. La componente vegetativa facilita la dimensione comportamentale, provvedendo a una rapida mobilitazione dell’energia per consentire movimenti vigorosi. La componente ormonale potenzia le risposte vegetative. Le emozioni svolgono una funzione adattiva in quanto preparano o inibiscono il comportamento. A partire da tale definizione del costrutto, appare evidente come le emozioni svolgano un ruolo centrale per la vita di ognuno di noi, tanto a livello individuale, quanto a livello sociale. Quando proviamo un’emozione potremmo dire che avvertiamo il segnale che vi è stato un cambiamento, nel mondo interno o esterno, soggettivamente percepito come significativo.
Le altre componenti che costituiscono le emozioni sono: la valutazione secondo gli schemi mentali della persona rispetto allo stimolo che ha risvegliato l’emotività, l’attivazione fisiologica dell’organismo (ad esempio, variazioni nella frequenza respiratoria e/o cardiaca, sudorazione, pallore, ecc.), le espressioni verbali (e ad esempio l’adozione di un certo lessico) e non verbali (espressioni del volto, postura, gestualità emotiva, etcc.), la tendenza all’azione e infine, come anticipato, il comportamento vero e proprio, generalmente finalizzato a intervenire per ripristinare o mantenere l’equilibrio individuo/ambiente. Le componenti che accompagnano vissuti ed esperienze emotive rendono conto della complessità e del ruolo saliente delle emozioni nella vita quotidiana, nelle scelte che compiamo, nei rapporti che intratteniamo. E, strettamente connessa all’importanza del vivere emozioni, vi è la questione della loro espressione. Quali regole culturali favoriscono l’espressione emozionale? Quali la inibiscono? E, se consideriamo il repertorio emozionale di cui gli esseri umani sono dotati, la manifestazione di certe emozioni è più scoraggiata rispetto alle altre? Insomma, parlare di emozioni scatena necessariamente tante domande, che affollano i ragionamenti e a cui non si può mai dare una risposta chiusa e definitiva. Potremmo dire, tuttavia, che mentre le emozioni primarie sono le stesse per tutti gli abitanti del pianeta (rabbia, paura, disgusto, sorpresa, gioia), la loro manifestazione espressiva risente, almeno in parte, delle norme culturali di ogni singola società, e quindi le regole di esibizione emotiva cambiano e finiscono per condizionare, a qualche livello, ognuno di noi. Eppure, provare una emozione e avere l’opportunità di esprimerla è un aspetto molto importante per il benessere psicofisico delle persone. Si pensi, per esemplificare, ai pazienti che riportano sintomi psicosomatici, che si presentano come una categoria di patologie strettamente collegate agli stati emotivi che caratterizzano la vita passata o presente del paziente. Le emozioni fanno parte della nostra evoluzione e sono anche ciò che ci differenzia rispetto alle altre specie che abitano il nostro pianeta. Le emozioni sono naturali e, soprattutto, spontanee, quindi vale la pena smettere di lottare continuamente contro di esse, per pretendere di lasciarle sopite in qualche zona recondita dentro di noi. Vediamo ora cosa possiamo fare con l’ipnosi per favorire l’espressione delle emozioni secondo modalità sane ed equilibrate. Per farlo, partiamo dal considerare quali sono le aree cerebrali coinvolte nelle esperienze emotive. I centri di attivazione, controllo e regolazione delle emozioni sono localizzati a livello centrale, nella regione talamica. I segnali nervosi provenienti da essa infatti, sarebbero in grado di provocare l’attivazione delle risposte espressivo-motorie e del sistema viscerale, sia di dare luogo all’esperienza soggettiva tramite le sue connessioni con la corteccia cerebrale. Recenti ricerche individuano il circuito di Papez e il sistema limbico come zone cerebrali deputate all’attivazione e al controllo dei processi emotivi. Durante lo stato di trance ipnotica, dal punto di vista dei correlati neurali, si verifica una variazione dell’attività dei neuroni in specifici circuiti. Particolarmente significativi, in questo senso, sono i risultati di una ricerca condotta da un gruppo di neuroscienziati della Stanford University che si sono occupati di esplorare tale fenomeno mediante la Risonanza Magnetica Funzionale (RMF). David Spiegel e i suoi collaboratori hanno dimostrato che nelle persone ipnotizzate si assiste a una riduzione dell’attività nella parte dorsale della corteccia cingolata anteriore, “come se la persona fosse così assorta in qualcosa da non badare a null’altro”. Attraverso tale riduzione dell’attività di determinate aree, l’attenzione liberamente fluttuante del paziente si orienta spontaneamente verso contenuti emotivamente significativi, talvolta rimossi dalla memoria cosciente, e frequentemente connessi proprio a frustrazioni e/o blocchi emozionali che hanno condizionato le esperienze emotive della persona e, di conseguenza, le sue stesse possibilità espressive. Ed è così che ci si avvia verso la strada della libertà emozionale, attraverso un intervento psicoterapeutico attento tanto alle emozioni quanto ai processi di ristrutturazione cognitiva che ne conseguono e che hanno un valore imprescindibile.

 

Riferimenti bibliografici

David Spiegel, Functional Brain Basis of Hypnotizability, Arch Gen Psychiatry. 2012 Oct; 69(10): 1064–1072.

Ernest L. Rossi, Discorso tra geni. Neuroscienza dell’ipnosi terapeutica e della psicologia, Editris, 2005

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La passione che nutro per l'ipnosi è nata, per caso, circa 20 anni fa da quel momento in poi mi sono dedicata all’approfondimento delle tecniche, dei fenomeni e delle manifestazioni ad essa collegati. Grazie all'ipnosi, durante la mia esperienza clinica, ho visto persone timide tenere conferenze, persone balbuzienti parlare perfettamente in pubblico, persone affette dalla fobia per i topi accarezzarli, persone che non uscivano più di casa prendere l'aereo. Potrei continuare a raccontare altri episodi, ma penso che sia più utile evidenziare come tutti gli esempi fatti hanno un fattore in comune: la capacità acquisita o recuperata delle persone di riuscire ad uscire, grazie al rapporto terapeutico e all'ipnosi , dai propri schemi comportamentali vecchi e disfunzionali e comportarsi come se il problema fosse già risolto. L'ipnosi strategica, che uso nel mio lavoro, assieme ad altri tipi d'ipnosi, si rifà all'Ipnoterapia Ericksoniana, all'Ipnosi dinamica e all’Ipnosi regressiva. Dopo la Laurea in Psicologia – ind. applicativo – conseguita presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, mi specializzo nella psicoterapia ad Approccio Breve Strategico, che si caratterizza per interventi brevi ed efficaci. Da anni utilizzo quotidianamente questo approccio insieme all’ipnosi, durante il percorso terapeutico l’attenzione non viene posta sul passato ma sul presente e sul futuro. Questo tipo di intervento si avvale di tecniche specifiche tra cui ricordo il Training Autogeno, la desensibilizzazione sistematica, l’ipnosi etc. In particolare l’ipnosi si è dimostrata un mezzo privilegiato per combattere l’ansia, affrontare disturbi alimentari e sessuali, contrastare la depressione e fronteggiare altri tipi di disfunzioni di natura psicologica come le ossessioni, l’insonnia e l’astenia. La psicoterapia ipnotica neo-ericksoniana, inoltre, valorizza le risorse interne dell’individuo, e grazie a ciò la persona mette in essere una ristrutturazione del suo mondo. La reale forza dell’ipnosi consiste nel permettere alla persona da un lato di accedere alla totalità delle sue risorse, dall’altro di sperimentare come sia possibile andare, senza l’aiuto di farmaci o di altre sostanze, al di là dei propri schemi comportamentali spesso obsoleti e disfunzionali. La psicoterapia ipnotica può essere applicata a bambini, agli adolescenti e agli adulti, e ai più svariati disagi e problemi, sempre rispettando la volontà del paziente. Oltre ad usare le tecniche di rilassamento e l’ipnosi in ambito clinico conduco presso l’Istituto per lo Studio Delle Psicoterapie corsi, riservati a medici e psicologi, per conduttori di Training Autogeno, Tecniche Ipnotiche e R.A.T.
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