IPNOSI E GESTIONE DELLE EMOZIONI

Le emozioni costituiscono degli stati fisio-psicologici caratteristici e ad insorgenza acuta, si distinguono in primarie e secondarie, positive e negative, e non risultano immediatamente sovrapponibili ai sentimenti. Le emozioni primarie, anche dette di base, sono:
la paura, vissuto caratterizzato dall’istintualità che mira a ottimizzare le chances di sopravvivenza rispetto a situazioni ritenute pericolose o minacciose;
 il disgusto, ovvero la repulsione verso qualcosa o qualcuno;
la rabbia, uno di vissuti emotivi più intensi, che può tradursi in comportamenti aggressivi volti all’autoaffermazione;
la tristezza, che si manifesta quando subiamo una perdita o la delusione di un obiettivo mancato;
la gioia, che compare quando le nostre aspettative e i nostri bisogni sono appagati;
la sorpresa, che si manifesta in risposta a accadimenti inattesi.
Ciò che è utile sottolineare sin dall’inizio di questo approfondimento sulla gestione delle emozioni è che si tratta di vissuti del tutto involontari: una frustrazione ci porta alla rabbia, cioè noi non scegliamo di essere arrabbiati in seguito a una frustrazione. Ciò che scegliamo, tuttavia, è di agire o meno la rabbia, di tradurla in comportamenti aggressivi oppure sublimarla in agiti socialmente più accettabili e, spesso, più produttivi.
Il primo passo da compiere per governare le emozioni è identificarle: può sembrare banale, ma accade frequentemente che i pazienti facciano fatica a riconoscere le emozioni che li abitano quando si confrontano con relazioni o eventi significativi. Guidarli alla consapevolezza dei vissuti interni è di fondamentale importanza per un training sulla gestione efficace delle emozioni.
In effetti, ogni comportamento, ogni azione corrisponde a uno specifico stato emozionale e solo prendendo coscienza di esso è possibile ottenere il comportamento o la performance migliori per ottenere i risultati desiderati, tanto nelle relazioni personali quanto in quelle professionali. Essere capaci di governare il proprio stato emozionale si trasforma così in un elemento determinante del successo o dell’insuccesso del paziente.
Attraverso l’ipnosi è possibile generare una trance terapeutica che consente di accedere ai nuclei emotivi soggiacenti quei blocchi che limitano la persona di fronte a situazioni ansiogene o responsabili di stress negativo (distress). Accedere a memorie lontane oppure prossime in stato di ipnosi etero-indotta significa sfruttare un canale privilegiato grazie al quale le emozioni si trasformano in energia propulsiva diventando preziosi alleati per le sfide quotidiane.
In altre parole, attraverso l’esperienza in ipnosi è possibile per la persona accedere a contenuti inconsci significativi allo scopo di consentirle di vivere in maniera più libera e consapevole, affrontando eventi e relazioni con lo stato d’animo più funzionale per raggiungere gratificazione, appagamento, benessere. Ciò è possibile attraverso una programmazione inconscia, consapevole e condivisa, efficace e fondata sull’autentica natura del soggetto, che diventa in grado di riassegnare le priorità della sua vita in vista della sua realizzazione esistenziale. Dal punto di vista dei correlati neurali, si verifica una variazione dell’attività dei neuroni in specifici circuiti. Particolarmente significativi, in questo senso, sono i risultati di una ricerca condotta da un gruppo di neuroscienziati della Stanford University che si sono occupati di esplorare tale fenomeno mediante la Risonanza Magnetica Funzionale (RMF). David Spiegel e i suoi collaboratori hanno dimostrato che nelle persone ipnotizzate si assiste a una riduzione dell’attività nella parte dorsale della corteccia cingolata anteriore, “come se la persona fosse così assorta in qualcosa da non badare a null’altro”. Nel corso della terapia personale é inoltre possibile procedere con uno specifico training di auto-ipnosi finalizzato al contatto con il vero Sé e al raggiungimento della calma interiore: un prezioso strumento da esercitare ogni giorno, per ritrovare il benessere anche nelle complessità di tutti i giorni.

Riferimenti bibliografici
Ekman, P. (2008), Te lo leggo in faccia. Riconoscere le emozioni anche quando sono nascoste, Editore Amrita, collana Scienza e Compassione
David Spiegel, Functional Brain Basis of Hypnotizability, Arch Gen Psychiatry. 2012 Oct; 69(10): 1064–1072.

About
La passione che nutro per l'ipnosi è nata, per caso, circa 20 anni fa da quel momento in poi mi sono dedicata all’approfondimento delle tecniche, dei fenomeni e delle manifestazioni ad essa collegati. Grazie all'ipnosi, durante la mia esperienza clinica, ho visto persone timide tenere conferenze, persone balbuzienti parlare perfettamente in pubblico, persone affette dalla fobia per i topi accarezzarli, persone che non uscivano più di casa prendere l'aereo. Potrei continuare a raccontare altri episodi, ma penso che sia più utile evidenziare come tutti gli esempi fatti hanno un fattore in comune: la capacità acquisita o recuperata delle persone di riuscire ad uscire, grazie al rapporto terapeutico e all'ipnosi , dai propri schemi comportamentali vecchi e disfunzionali e comportarsi come se il problema fosse già risolto. L'ipnosi strategica, che uso nel mio lavoro, assieme ad altri tipi d'ipnosi, si rifà all'Ipnoterapia Ericksoniana, all'Ipnosi dinamica e all’Ipnosi regressiva. Dopo la Laurea in Psicologia – ind. applicativo – conseguita presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, mi specializzo nella psicoterapia ad Approccio Breve Strategico, che si caratterizza per interventi brevi ed efficaci. Da anni utilizzo quotidianamente questo approccio insieme all’ipnosi, durante il percorso terapeutico l’attenzione non viene posta sul passato ma sul presente e sul futuro. Questo tipo di intervento si avvale di tecniche specifiche tra cui ricordo il Training Autogeno, la desensibilizzazione sistematica, l’ipnosi etc. In particolare l’ipnosi si è dimostrata un mezzo privilegiato per combattere l’ansia, affrontare disturbi alimentari e sessuali, contrastare la depressione e fronteggiare altri tipi di disfunzioni di natura psicologica come le ossessioni, l’insonnia e l’astenia. La psicoterapia ipnotica neo-ericksoniana, inoltre, valorizza le risorse interne dell’individuo, e grazie a ciò la persona mette in essere una ristrutturazione del suo mondo. La reale forza dell’ipnosi consiste nel permettere alla persona da un lato di accedere alla totalità delle sue risorse, dall’altro di sperimentare come sia possibile andare, senza l’aiuto di farmaci o di altre sostanze, al di là dei propri schemi comportamentali spesso obsoleti e disfunzionali. La psicoterapia ipnotica può essere applicata a bambini, agli adolescenti e agli adulti, e ai più svariati disagi e problemi, sempre rispettando la volontà del paziente. Oltre ad usare le tecniche di rilassamento e l’ipnosi in ambito clinico conduco presso l’Istituto per lo Studio Delle Psicoterapie corsi, riservati a medici e psicologi, per conduttori di Training Autogeno, Tecniche Ipnotiche e R.A.T.

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