Ipnosi e memoria

Diversamente da ciò che vorrebbe il senso comune, la memoria non è un deposito di dati ma un complesso processo di immagazzinamento, ritenzione e recupero di informazioni, che richiede una attiva rielaborazione dei contenuti piuttosto che una passiva ricezione degli stessi. Da questa definizione deriva che il contenuto recuperato dalla memoria è sempre soggetto a una ricostruzione e, in questo senso, quando ricordiamo qualcosa non si tratta mai di un’accurata e fedele rievocazione dell’informazione originaria. La memoria è da sempre ambito di interesse della neuropsicologia, che studia le funzioni cognitive, valutandole attraverso strumenti psicometrici e predisponendo percorsi di riabilitazione per deficit di memoria dovuti a traumi, a lesioni cerebrali, oppure a patologie legate al deterioramento. In particolare, i deficit di memoria possono essere retrogradi, quando la persona non ricordo a quanto avvenuto prima dell’incidente, o anterogradi, quando invece non ricorda i momenti successivi. Mediante appositi Memory Training è possibile recuperare parzialmente o totalmente tali deficit oppure organizzare le proprie abitudini quotidiane allo scopo di minimizzare l’impatto delle amnesie nei contesti di vita dei pazienti. La memoria è un costrutto legato anche all’apprendimento: da sempre implicato nelle ricerche della psicologia scolastica, attualmente nell’ottica di life long learning rappresenta un elemento di interesse per supportare la formazione degli adulti. Accade sempre più spesso che le persone si avvicinano all’ipnosi affascinati dalla possibilità di potenziare, con specifiche strategie, le proprie capacità di memorizzazione e recupero delle informazioni.
A volte lo scopo di tali richieste risiede nel desiderio del paziente e di voler accedere ai suoi ricordi più atavici nel tentativo di sprigionare l’energia in essi contenuta restituendo una maggiore consapevolezza delle dinamiche peculiari della sua vita presente. In effetti, a ben vedere, la memoria è sempre alla base di terapie autobiografiche che trovano fondamento nel ricordare e riscrivere episodi significativi della propria vita, ricostruendoli e ristrutturandoli per conciliarsi finalmente con il passato e ritrovare una continuità del sé. Per quanto riguarda l’applicazione dell’ipnosi alla psicoterapia autobiografica, possiamo propriamente parlare di ipnosi regressiva, della quale mi occupo. Il termine “regressiva” indica l’intenzione, condivisa con il paziente, di stimolare in trance la sua capacità di accedere a ricordi dimenticati, in alcuni casi legati a episodi di natura traumatica, che sono ancora in grado di condizionare la vita presente provocando problematiche di ordine psicologico. In effetti, durante la trance in ipnosi vengono attivate in particolare le zone cerebrali della corteccia cingolata anteriore, il precuneo, e la corteccia temporale: tutte aree strettamente correlate ai quadri operativi del sistema della memoria. Durante la trance ipnotica i soggetti hanno la possibilità di rivivere eventi passati e guidati dal terapeuta possono richiamare ricordi rimossi, ricercando e sperimentando una catarsi emozionale.
Meno comuni, ma certamente in crescita, sono le richieste di pazienti che si avvicinano all’ipnosi per specifici training di potenziamento delle capacità di ritenzione e recupero dei dati in memoria finalizzati a incrementare le loro abilità di apprendimento. Sfruttare la trance ipnotica per favorire l’apprendimento di specifici contenuti, a prescindere dal canale sensoriale con cui vengono presentati, ha come effetto un evidente miglioramento della performance mnemonica dei pazienti. Diversi ricercatori si sono occupati di questo argomento e i risultati presentati da studi di neuroscienze dimostrano che i pattern di attivazione cerebrale durante apprendimento e memorizzazione in stato ipnotico sono distinti da quelli normalmente attivati in stato di veglia. Da questi dati deriva che gli stimoli ricevuti e percepiti durante l’ipnosi possiedono caratteristiche di maggiore intensità e vividezza rispetto agli stessi dati se appresi in stato di veglia. L’ipnosi ha inoltre la potenzialità di migliorare la focalizzazione dell’attenzione del paziente sugli stimoli presentati, e questo non fa che agevolare il processo di apprendimento.
Possiamo senza dubbio concludere che l’ipnosi e la memoria rappresentano due elementi in grado di avere una fruttuosa interazione, sia per quanto riguarda il recupero di memorie autobiografiche, sia per quanto concerne il potenziamento delle performance mnemoniche.

 

Riferimenti bibliografici
Penfield W, Erikson L. 1941 Epilepsy and cerebral localization– Springfield
Halsbad U. Learning in Trance: Functional brain imaging studies and neuropsychology, Journal of Physiology. 2006;99:470-482.

About
La passione che nutro per l'ipnosi è nata, per caso, circa 20 anni fa da quel momento in poi mi sono dedicata all’approfondimento delle tecniche, dei fenomeni e delle manifestazioni ad essa collegati. Grazie all'ipnosi, durante la mia esperienza clinica, ho visto persone timide tenere conferenze, persone balbuzienti parlare perfettamente in pubblico, persone affette dalla fobia per i topi accarezzarli, persone che non uscivano più di casa prendere l'aereo. Potrei continuare a raccontare altri episodi, ma penso che sia più utile evidenziare come tutti gli esempi fatti hanno un fattore in comune: la capacità acquisita o recuperata delle persone di riuscire ad uscire, grazie al rapporto terapeutico e all'ipnosi , dai propri schemi comportamentali vecchi e disfunzionali e comportarsi come se il problema fosse già risolto. L'ipnosi strategica, che uso nel mio lavoro, assieme ad altri tipi d'ipnosi, si rifà all'Ipnoterapia Ericksoniana, all'Ipnosi dinamica e all’Ipnosi regressiva. Dopo la Laurea in Psicologia – ind. applicativo – conseguita presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, mi specializzo nella psicoterapia ad Approccio Breve Strategico, che si caratterizza per interventi brevi ed efficaci. Da anni utilizzo quotidianamente questo approccio insieme all’ipnosi, durante il percorso terapeutico l’attenzione non viene posta sul passato ma sul presente e sul futuro. Questo tipo di intervento si avvale di tecniche specifiche tra cui ricordo il Training Autogeno, la desensibilizzazione sistematica, l’ipnosi etc. In particolare l’ipnosi si è dimostrata un mezzo privilegiato per combattere l’ansia, affrontare disturbi alimentari e sessuali, contrastare la depressione e fronteggiare altri tipi di disfunzioni di natura psicologica come le ossessioni, l’insonnia e l’astenia. La psicoterapia ipnotica neo-ericksoniana, inoltre, valorizza le risorse interne dell’individuo, e grazie a ciò la persona mette in essere una ristrutturazione del suo mondo. La reale forza dell’ipnosi consiste nel permettere alla persona da un lato di accedere alla totalità delle sue risorse, dall’altro di sperimentare come sia possibile andare, senza l’aiuto di farmaci o di altre sostanze, al di là dei propri schemi comportamentali spesso obsoleti e disfunzionali. La psicoterapia ipnotica può essere applicata a bambini, agli adolescenti e agli adulti, e ai più svariati disagi e problemi, sempre rispettando la volontà del paziente. Oltre ad usare le tecniche di rilassamento e l’ipnosi in ambito clinico conduco presso l’Istituto per lo Studio Delle Psicoterapie corsi, riservati a medici e psicologi, per conduttori di Training Autogeno, Tecniche Ipnotiche e R.A.T.
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