Il Mutismo comprende diversi fenomeni che devono essere indagati nelle loro specificità allo scopo di produrre una diagnosi in grado di tener conto delle caratteristiche del paziente che si affaccia alla terapia. Infatti, quando parliamo di mutismo possiamo riferirci tanto all’impossibilità di parlare per insufficiente sviluppo degli organi deputati al linguaggio, oppure per loro deterioramento. In questo ambito, possiamo distinguere il mutismo primario dell’infanzia, il sordomutismo, l’audiomutismo e l’afasia. Cambiando ambito, possiamo considerare il mutismo anche come un’inibizione della comunicazione orale, che può essere presente nelle conversioni isteriche e in alcuni casi di schizofrenia e depressione melanconica. Esistono, infine, casi di Mutismo Selettivo, che si riscontrano soprattutto in età pediatrica, in bambini taciturni nei rapporti interpersonali, anche diretti, fatta eccezione per un ristretto gruppo di persone. Quest’area del disturbo è sovente in relazione a esperienze traumatiche (oppure vissute dal bambino come traumi), come un’inaspettata separazione dalla madre, ovvero dal rifiuto di condizioni nuove, come per esempio l’esperienza scolastica. Numerose ricerche sono state condotte in tale ambito, ed è stato dimostrato che il Mutismo Selettivo si associa ad un forte stato di stress e ansia. Tuttavia, gli studi non sono riusciti ad evidenziare delle precise cause responsabili, benché sia indiscutibile che fattori emozionali, psicologici e relazionali possano influenzarne l’esordio e il decorso. Studi più recenti concordano su un’ipotesi multifattoriale (Freeman et al. 2004). Dal punto di vista epidemiologico, il Mutismo Selettivo rappresenta un disturbo relativamente raro, la cui prevalenza risulta variabile da 0.03 a 1% e non sembra subire variazioni legate al sesso oppure all’etnia. Il Mutismo Selettivo si manifesta con più frequenza nei bambini che in adolescenti e adulti. Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, giunto alla 5° edizione (DSM 5), colloca il Mutismo Selettivo tra i disturbi d’ansia, ponendo specifici criteri di riconoscibilità diagnostica:

 
• Costante incapacità di parlare in situazioni sociali specifiche, in cui ci si aspetta che si parli (per es. a scuola), nonostante sia in grado di parlare in altre situazioni;
• La condizione interferisce con i risultati scolastici o lavorativi o con la comunicazione sociale
• La durata è di almeno un mese (non limitato al primo mese di scuola);
• L’incapacità di parlare non è dovuta al fatto che non si conosce o non si è a proprio agio con il tipo di linguaggio richiesto con la situazione sociale;
• La situazione non è meglio spiegata da un disturbo della comunicazione e non si manifesta esclusivamente durante il decorso di disturbi dello spettro autistico, schizofrenia o altri disturbi psicotici.

 
Il DSM 5 precisa, inoltre, che per quanto concerne i bambini di famiglie immigrate, essi possono rifiutare di parlare la nuova lingua, tuttavia quando la comprensione della lingua è acquisita ed il rifiuto persiste, può essere giustificata una diagnosi di Mutismo Selettivo. Recentemente, ha fatto molto scalpore la notizia di una bambina di 7 anni,affetta da Mutismo Selettivo, curata da una collega psicoterapeuta attraverso due sole sedute di ipnosi. Da “addetta ai lavori”, questa notizia non mi stupisce perché l’ipnosi è una metodologia impiegata efficacemente per varie forme di ansia anche molto gravi, come il disturbo post traumatico da stress, e si è dimostrata risolutiva anche nel trattamento di condizioni di ansia nell’infanzia. La psicoterapia combinata con l’ipnosi ha ottenuto ottimi risultati anche con altri disturbi del linguaggio ad esordio infantile quali la balbuzie (per approfondire clicca qui: http://www.ipnosistrategicaroma.it/ipnosi-e-terapia-della-balbuzie/) che, similmente al Mutismo Selettivo, sono associati a una forma di ansia sociale (per approfondire clicca qui: http://www.ipnosistrategicaroma.it/ipnosi-e-disturbo-dansia-sociale-fobia-sociale/). Prima di procedere al trattamento dei piccoli pazienti che presentano Mutismo Selettivo, incontro i genitori allo scopo di coinvolgerli nell’indagine del problema, nelle specificità del loro sistema famiglia, nelle modalità terapeutiche maggiormente indicate per il trattamento del piccolo, offrendo sempre consigli per la gestione del sintomo a casa e a scuola.

 
Riferimenti bibliografici
American Psychiatric Association (2014), Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta edizione (DSM-5), Raffaello Cortina editore
Freeman J. B. (2004), Handbook of Mental health interventions in children and adolescent: An integrated developmental approach, in H. Steiner (Ed.).

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La passione che nutro per l'ipnosi è nata, per caso, circa 20 anni fa da quel momento in poi mi sono dedicata all’approfondimento delle tecniche, dei fenomeni e delle manifestazioni ad essa collegati. Grazie all'ipnosi, durante la mia esperienza clinica, ho visto persone timide tenere conferenze, persone balbuzienti parlare perfettamente in pubblico, persone affette dalla fobia per i topi accarezzarli, persone che non uscivano più di casa prendere l'aereo. Potrei continuare a raccontare altri episodi, ma penso che sia più utile evidenziare come tutti gli esempi fatti hanno un fattore in comune: la capacità acquisita o recuperata delle persone di riuscire ad uscire, grazie al rapporto terapeutico e all'ipnosi , dai propri schemi comportamentali vecchi e disfunzionali e comportarsi come se il problema fosse già risolto. L'ipnosi strategica, che uso nel mio lavoro, assieme ad altri tipi d'ipnosi, si rifà all'Ipnoterapia Ericksoniana, all'Ipnosi dinamica e all’Ipnosi regressiva. Dopo la Laurea in Psicologia – ind. applicativo – conseguita presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, mi specializzo nella psicoterapia ad Approccio Breve Strategico, che si caratterizza per interventi brevi ed efficaci. Da anni utilizzo quotidianamente questo approccio insieme all’ipnosi, durante il percorso terapeutico l’attenzione non viene posta sul passato ma sul presente e sul futuro. Questo tipo di intervento si avvale di tecniche specifiche tra cui ricordo il Training Autogeno, la desensibilizzazione sistematica, l’ipnosi etc. In particolare l’ipnosi si è dimostrata un mezzo privilegiato per combattere l’ansia, affrontare disturbi alimentari e sessuali, contrastare la depressione e fronteggiare altri tipi di disfunzioni di natura psicologica come le ossessioni, l’insonnia e l’astenia. La psicoterapia ipnotica neo-ericksoniana, inoltre, valorizza le risorse interne dell’individuo, e grazie a ciò la persona mette in essere una ristrutturazione del suo mondo. La reale forza dell’ipnosi consiste nel permettere alla persona da un lato di accedere alla totalità delle sue risorse, dall’altro di sperimentare come sia possibile andare, senza l’aiuto di farmaci o di altre sostanze, al di là dei propri schemi comportamentali spesso obsoleti e disfunzionali. La psicoterapia ipnotica può essere applicata a bambini, agli adolescenti e agli adulti, e ai più svariati disagi e problemi, sempre rispettando la volontà del paziente. Oltre ad usare le tecniche di rilassamento e l’ipnosi in ambito clinico conduco presso l’Istituto per lo Studio Delle Psicoterapie corsi, riservati a medici e psicologi, per conduttori di Training Autogeno, Tecniche Ipnotiche e R.A.T.

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