La creatività è la meravigliosa facoltà umana di riconoscere, tra pensieri e oggetti, nuove connessioni in grado di portare cambiamento e innovazione. Proprio la competenza creativa costituisce la base della ristrutturazione percettiva e cognitiva in psicoterapia, dal momento che grazie ad essa, risulta possibile dare vita a un processo di trasformazione, interno e esterno. Diversi autori della psicologia si sono interessati all’approfondimento del pensiero creativo che, per definizione, sfugge alla quantificazioni dei tradizionali strumenti di misurazione dell’intelligenza umana, basati prevalentemente sul ragionamento logico. Un contributo proviene da Guilford e dai suoi studi sul pensiero divergente che, diversamente dal pensiero convergente, presenta ricchezza di idee, associazioni libere, capacità di riorganizzazione degli elementi. Il pensiero convergente, al contrario, tende a reiterare soluzioni simili davanti a problematiche anche molto differenti, e questa modalità di traduce in un grande limite in termini di opportunità risolutive. A partire da tali premesse, risulta evidente come la competenza creativa rappresenti una importante risorsa per l’arte del problem solving e, di conseguenza, una significativa leva per il cambiamento in psicoterapia. Ogni seduta di psicoterapia è, di fatto, un evento unico e irripetibile nel corso del quale vengono attivate modalità di pensiero generalmente meno impiegate nella quotidianità. L’utilizzo che faccio dell’ipnosi nel corso degli incontri con i miei pazienti, inoltre, costituisce un vero e proprio intervento di esplorazione creativa di contenuti tanto inconsci quanto consci e tuttavia indagati solo a partire da un punto di vista limitato e limitante per la persona. Si susseguono fasi in cui il paziente si rende perfettamente conto, nel qui e ora dell’atto terapeutico, della messa in discussione di contenuti e convinzioni limitanti, e ci sono fasi in cui semino dubbi che solo in seguito, nelle ore e nei giorni successivi, la persona elaborerà come nuove informazioni sul suo problema o sul sintomo presentato. Ogni incontro diventa, così, un atto di trasformazione creativa che apre a risorse possedute e spesso inaspettate. Creatività e crescita personale costituiscono, in effetti, un binomio inscindibile per il cambiamento. Quando gli schemi mentali diventano un limite per l’evoluzione della persona, il pensiero creativo consente la riscoperta di strategie di raggiungimento degli obiettivi e si trasforma in uno stimolo per il potenziamento della performance. Sappiamo, infatti, che non è sufficiente possedere tutte le informazioni sul problema o sul sintomo per poterlo risolvere. In altre parole, un bravo oratore non è soltanto un soggetto che ha conoscenze su un determinato argomento, ma è colui il quale sa riorganizzare conoscenze e informazioni in maniera creativa in modo tale da riuscire a trasmetterle efficacemente ai suoi uditori. In effetti, una fetta importante in grado di incidere nelle prestazioni di tutti noi, problem solver dei grattacapi quotidiani, è la risultante della disposizione mentale. L’approccio mentale alle sfide di ogni giorno costituisce un elemento fondamentale; si pensi all’energia, al coraggio, alla scaltrezza, allo stato d’animo con cui affrontiamo le giornate. Ovviamente, un ottimale livello di autostima e la fiducia nelle risorse personali rappresentano variabili estremamente significative per ogni performance creativa, tanto in campo relazionale, quanto in ambito professionale. Il talento creativo, da solo, non basta: occorre che il talentuoso lo riconosca e lo valorizzi! Per le ragioni sopra elencate, l’ipnosi conosce largo impiego nello sviluppo del pensiero divergente e creativo, e diverse ricerche ne dimostrano l’efficacia. Le tecniche di induzione impiegate sono molteplici e, di regola, intervengo sulla base delle caratteristiche del paziente. Generalmente, i dispositivi ipnotici a cui faccio riferimento sono connessi al potenziamento delle strategie di gestione dell’ansia, all’incremento delle capacità di concentrazione e alla percezione del senso di autoefficacia. Facilitare il pensiero creativo di fronte alla sfide quotidiane può essere considerata una costante del mio approccio terapeutico, perché significa destrutturare le rappresentazioni interne e del mondo esterno della persona a favore di schemi di pensiero più flessibili e meno limitanti, contattando che gli aspetti emotivi coinvolti. L’ipnosi è una modalità di lavoro che consente di attivare efficacemente tanto le dimensioni affettive tanto quelle cognitive, che facilitano il cambiamento desiderato e, in alcuni casi, necessario. In particolare, la psicoterapia ericksoniana offre il grande vantaggio di lavorare contemporaneamente ma separatamente sui processi mentali consci e su quelli inconsci, attraverso una modalità nota come “dissociazione terapeutica”. Si tratta di un intervento molto potente perché facilita il cambiamento del paziente, integrando i contenuti mentali inconsci con quelli consci.

 
Riferimenti bibliografici
Guilford J. P., tr. it, La creatività, in Beaudot A. (a cura di), La creatività Loescher, torino,1977
M. Erickson E. Rossi, Ipnoterapia, 1979, Casa Editrice Astrolabio

About
La passione che nutro per l'ipnosi è nata, per caso, circa 20 anni fa da quel momento in poi mi sono dedicata all’approfondimento delle tecniche, dei fenomeni e delle manifestazioni ad essa collegati. Grazie all'ipnosi, durante la mia esperienza clinica, ho visto persone timide tenere conferenze, persone balbuzienti parlare perfettamente in pubblico, persone affette dalla fobia per i topi accarezzarli, persone che non uscivano più di casa prendere l'aereo. Potrei continuare a raccontare altri episodi, ma penso che sia più utile evidenziare come tutti gli esempi fatti hanno un fattore in comune: la capacità acquisita o recuperata delle persone di riuscire ad uscire, grazie al rapporto terapeutico e all'ipnosi , dai propri schemi comportamentali vecchi e disfunzionali e comportarsi come se il problema fosse già risolto. L'ipnosi strategica, che uso nel mio lavoro, assieme ad altri tipi d'ipnosi, si rifà all'Ipnoterapia Ericksoniana, all'Ipnosi dinamica e all’Ipnosi regressiva. Dopo la Laurea in Psicologia – ind. applicativo – conseguita presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, mi specializzo nella psicoterapia ad Approccio Breve Strategico, che si caratterizza per interventi brevi ed efficaci. Da anni utilizzo quotidianamente questo approccio insieme all’ipnosi, durante il percorso terapeutico l’attenzione non viene posta sul passato ma sul presente e sul futuro. Questo tipo di intervento si avvale di tecniche specifiche tra cui ricordo il Training Autogeno, la desensibilizzazione sistematica, l’ipnosi etc. In particolare l’ipnosi si è dimostrata un mezzo privilegiato per combattere l’ansia, affrontare disturbi alimentari e sessuali, contrastare la depressione e fronteggiare altri tipi di disfunzioni di natura psicologica come le ossessioni, l’insonnia e l’astenia. La psicoterapia ipnotica neo-ericksoniana, inoltre, valorizza le risorse interne dell’individuo, e grazie a ciò la persona mette in essere una ristrutturazione del suo mondo. La reale forza dell’ipnosi consiste nel permettere alla persona da un lato di accedere alla totalità delle sue risorse, dall’altro di sperimentare come sia possibile andare, senza l’aiuto di farmaci o di altre sostanze, al di là dei propri schemi comportamentali spesso obsoleti e disfunzionali. La psicoterapia ipnotica può essere applicata a bambini, agli adolescenti e agli adulti, e ai più svariati disagi e problemi, sempre rispettando la volontà del paziente. Oltre ad usare le tecniche di rilassamento e l’ipnosi in ambito clinico conduco presso l’Istituto per lo Studio Delle Psicoterapie corsi, riservati a medici e psicologi, per conduttori di Training Autogeno, Tecniche Ipnotiche e R.A.T.

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