IPNOSI E PERFORMANCE SPORTIVA

Nella maggior parte dei casi, le persone praticano lo sport allo scopo di migliorare il benessere e le condizioni di salute, di curare il corpo e di conseguenza l’estetica, oppure come occupazione del tempo libero. Tuttavia, ci sono dei soggetti che decidono, mediante lo sport, di imporsi, eccellere e diventare i migliori. Portano avanti a questo scopo duri allenamenti, specifiche diete alimentari, e si impegnano in regolari training senza lasciarsi condizionare da come si sentono o dalle condizioni atmosferiche. In altre parole, investono le loro energie fisiche e mentali al servizio dello sport che amano. Storicamente, l’allenamento come training finalizzato all’implementazione della performance sportiva aveva considerato due aspetti fondamentali: l’aspetto tecnico-tattico e l’aspetto della preparazione atletica. Tuttavia, negli anni recenti, ci si è resi conto che le prestazioni ottimali di uno sportivo non si fondano soltanto sul consapevolezze tecnico-tattiche (che differiscono sulla base dello sport praticato dall’atleta) o sulla preparazione fisica, ma che una fetta importante in grado di incidere sulla prestazione finale è la risultante dei processi mentali della persona. L’approccio mentale alla gara, di qualunque sport e si tratti, rappresenta un elemento imprescindibile in grado di chiudere e integrare il cerchio dei fattori determinanti il successo di un training di allenamento. Che la mente eserciti un’influenza significativa sul ogni attività umana e, conseguentemente, anche su quella sportiva è chiaro: gli esiti delle competizioni sportive non derivano esclusivamente dalla prestanza atletica, ma sono strettamente connessi a tutta una serie di variabili in grado di connaturare l’approccio mentale. Per esemplificare, si pensi alla strategia, al coraggio, allo stato d’animo, alla destrezza, alla scaltrezza con cui applicare le conoscenze tattiche. Esistono, inoltre, tutta una serie di sport che richiedono uno sforzo di concentrazione più intenso quanto più efficace, come il golf, il tiro con l’arco, ovvero attività sportive in cui di fatto l’attitudine mentale risulta prevalente sul versante fisico. Potremmo dunque dire che la psicologia clinica dello sport ha come suo ambito di ricerca e di intervento gli aspetti clinici e di crescita globale della personalità dello sportivo. A ben vedere, la fiducia nelle proprie capacità e un ottimale livello di autostima rappresentano parti integranti di ogni performance, tanto in campo relazionale quanto in campo lavorativo, e l’ambito sportivo non fa eccezione. Il talento da solo non può nulla, se il talentuoso non lo riconosce e lo valorizza. A partire da queste premesse, l’ipnosi trova largo impiego nella preparazione degli sportivi e diverse ricerche ne hanno dimostrato l’efficacia. Numerose sono le tecniche di induzione impiegate allo scopo di sostenere la performance sportiva, e la loro specifica applicazione dipende tanto dallo scopo dell’intervento quanto dalla personalità del singolo atleta. I dispositivi ipnotici maggiormente impiegati nell’ambito delle discipline sportive possono essere considerati connessi alle seguenti aree:
• gestione dell’ansia
• potenziamento della concentrazione
• incremento dell’ autostima e dell’autoefficacia
• visualizzazioni e fantasie guidate.
Un recente studio sperimentale ha impiegato l’ipnosi finalizzandola a due diversi scopi: maggiore precisione nel battere le punizioni (disciplina sportiva: calcio) – facendo appello a un incremento delle conoscenze tecnico-tattiche – e contemporaneamente, potenziamento della percezione di autoefficacia. I partecipanti alla sperimentazione sono stati divisi in due gruppi: il gruppo sperimentale, coinvolto nel programma di sedute di ipnosi; il gruppo di controllo, che invece fu stimolato con un training che prevedeva la proiezione di filmati di azioni efficaci ad opera di sportivi di professione. Fu innegabile lo scarto trai due gruppi: il campione sperimentale, infatti, ottenne significativi miglioramenti sia sul piano della precisione della prestazione tattica (battuta dei calci di punizione), sia sul piano psicologico ed emotivo, verificato tramite l’incremento del senso di autoefficacia. Questo ottimo risultato si è mantenuto costante ai successivi follow up.
Nelle sfide sportive, come nelle sfide quotidiane, l’ipnosi si rivela dunque un valido alleato in grado di apportare una molteplicità di benefici e di agire in tempi brevi: dal controllo dell’ansia, all’apprendimento, alla concentrazione. Tutti elementi essenziali per ottenere un approccio mentale vincente.

 

Riferimento bibliografico:
Barker J., Jones M., Greenlees I., Assessing the immediate and maintained effects of hypnosis on self-efficacy and soccer wall-volley performance, Journal of sport & excercise psychology, 2010;32:243-252.

About
La passione che nutro per l'ipnosi è nata, per caso, circa 20 anni fa da quel momento in poi mi sono dedicata all’approfondimento delle tecniche, dei fenomeni e delle manifestazioni ad essa collegati. Grazie all'ipnosi, durante la mia esperienza clinica, ho visto persone timide tenere conferenze, persone balbuzienti parlare perfettamente in pubblico, persone affette dalla fobia per i topi accarezzarli, persone che non uscivano più di casa prendere l'aereo. Potrei continuare a raccontare altri episodi, ma penso che sia più utile evidenziare come tutti gli esempi fatti hanno un fattore in comune: la capacità acquisita o recuperata delle persone di riuscire ad uscire, grazie al rapporto terapeutico e all'ipnosi , dai propri schemi comportamentali vecchi e disfunzionali e comportarsi come se il problema fosse già risolto. L'ipnosi strategica, che uso nel mio lavoro, assieme ad altri tipi d'ipnosi, si rifà all'Ipnoterapia Ericksoniana, all'Ipnosi dinamica e all’Ipnosi regressiva. Dopo la Laurea in Psicologia – ind. applicativo – conseguita presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, mi specializzo nella psicoterapia ad Approccio Breve Strategico, che si caratterizza per interventi brevi ed efficaci. Da anni utilizzo quotidianamente questo approccio insieme all’ipnosi, durante il percorso terapeutico l’attenzione non viene posta sul passato ma sul presente e sul futuro. Questo tipo di intervento si avvale di tecniche specifiche tra cui ricordo il Training Autogeno, la desensibilizzazione sistematica, l’ipnosi etc. In particolare l’ipnosi si è dimostrata un mezzo privilegiato per combattere l’ansia, affrontare disturbi alimentari e sessuali, contrastare la depressione e fronteggiare altri tipi di disfunzioni di natura psicologica come le ossessioni, l’insonnia e l’astenia. La psicoterapia ipnotica neo-ericksoniana, inoltre, valorizza le risorse interne dell’individuo, e grazie a ciò la persona mette in essere una ristrutturazione del suo mondo. La reale forza dell’ipnosi consiste nel permettere alla persona da un lato di accedere alla totalità delle sue risorse, dall’altro di sperimentare come sia possibile andare, senza l’aiuto di farmaci o di altre sostanze, al di là dei propri schemi comportamentali spesso obsoleti e disfunzionali. La psicoterapia ipnotica può essere applicata a bambini, agli adolescenti e agli adulti, e ai più svariati disagi e problemi, sempre rispettando la volontà del paziente. Oltre ad usare le tecniche di rilassamento e l’ipnosi in ambito clinico conduco presso l’Istituto per lo Studio Delle Psicoterapie corsi, riservati a medici e psicologi, per conduttori di Training Autogeno, Tecniche Ipnotiche e R.A.T.
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