L’IPNOSI NELLA DIPENDENZA DA ALCOL

L’uso di alcol è diventato un’abitudine molto diffusa e condivisa nella vita di tutti i giorni, poiché associata a rituali sociali. Purtroppo però ci si rende conto tardi che un’assunzione costante, eccessiva e prolungata può causare diversi tipi di problemi: effetti tossici sull’organismo, capacità di indurre dipendenza, danni fisici, psicologici e sociali.

L’alcol è un importante fattore di rischio per la salute dell’uomo. I danni che esso crea, oltre che colpire gravemente l’individuo, si estendono alla sua famiglia e a tutta la società.

Il DSM-V (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) introduce cambiamenti nel concetto di dipendenza, denominandola addictionproprio per sottolineare come la dipendenza da sostanze sia da considerarsi come una costante ricerca attiva della sostanza da parte del soggetto nonostante tutte le sue ovvie ripercussioni.  A tale proposito viene inserito il ‘craving’, descritto come forte desiderio di assumere la sostanza facente parte di una classe di specifici sintomi caratteristici che colpiscono l’individuo dipendente da uso di sostanze, quali:

  • l’eccessiva priorità alla situazione di assunzione di alcol rispetto a tutte le atre attività sociali, lavorative, familiari ecc.;
  • passare la giornata unicamente con lo scopo di trovare e assumere la sostanza di interesse;
  • l’impossibilità dell’individuo nel controllo della quantità assunta e della frequenza;
  • l’assuefazione e l’astinenza.

La nuova edizione del DSM abbandona la distinzione tra abuso e dipendenza da alcol per seguire un approccio dimensionale; la dipendenza da alcol è inserita nella categoria disturbi da sostanze  nel capitolo intitolato “Disturbi da dipendenza e correlati all’uso di sostanze”, inoltre per porre una diagnosi viene fatta una distinzione in lieve, moderato o grave.

Spesso si inizia a bere alcol per sfuggire da una realtà che non piace ed erroneamente si pensa che l’alcol possa avere la funzione di una maschera, capace di nascondere l’introversione e la timidezza sociale, di migliorare le prestazioni, di liberare dalle paure e dall’insicurezza relazionale, poiché possiede la funzione anestetica di inibizione dei meccanismi di controllo del Sistema Nervoso Centrale. Tale effetto, però, è semplicemente apparente, poiché i danni causati dall’abuso di alcol sono cronici e a carico di diversi organi ed apparati, tra i quali l’apparato digerente, il Sistema Nervoso Centrale e Periferico.

Uno studio ha evidenziato che l’ipnosi costituisce una modalità di trattamento in grado di risolvere i problemi insorti dalla dipendenza da alcol, riuscendo a migliorare la gestione dello stress e a ridurre il forte desiderio di assumere la sostanza (craving), grazie all’apprendimento di  nuovi modelli comportamentali.

Inoltre, tale metodologia, interviene sui sintomi acuti che scaturiscono dall’astinenza, quali:

  • incapacità di pensare in modo chiaro;
  • problemi di memoria;
  • reazioni emotive eccessive ed intorpidimento;
  • disturbi del sonno;
  • problemi di coordinamento fisico;
  • sensibilità allo sforzo.

 

Negli ultimi anni, sono sempre più numerosi gli studi che vedono l’ipnosi come metodologia psicoterapeutica efficace per la dipendenza da sostanze, proprio per la capacità che ha di facilità l’espressione di potenzialità spesso latenti all’individuo stesso e inoltre, di abbattere quelle rigidità che impediscono alla persona di osservare le proprie capacità e usarle a proprio vantaggio.

 

Bibliografia

  • Goodwin DW: Alcohol: clinical aspects. In: Substance Abuse: A Comprehensive Textbook 2nd ed. Lowinson JH, Ruiz P, Millman RD, Langrod JG, eds. Baltimore: Williams & Wilkins, 1992.
  • Global Status Report on Alcohol and Health 2011. World Health Organization (WHO). 2011.
  • Guideline on the development of medicinal products for the treatment of alcohol dependence. 2010.
  • MANNA V., LATTANZIO M., 2000, Aspetti diagnostici delle sindromi e dei disturbi associati alle dipendenze patologiche da sostanze. Difesa Sociale, Istituto Italiano Medicina Sociale, LXXIX, 1-2, 119-134.
  • dsm5.org
  • Greg Potter. Intensive Therapy: Utilizing Hypnosis in the Treatment of Substance Abuse Disorders. American Journal of Clinical Hypnosis 47:1, July 2004
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La passione che nutro per l'ipnosi è nata, per caso, circa 20 anni fa da quel momento in poi mi sono dedicata all’approfondimento delle tecniche, dei fenomeni e delle manifestazioni ad essa collegati. Grazie all'ipnosi, durante la mia esperienza clinica, ho visto persone timide tenere conferenze, persone balbuzienti parlare perfettamente in pubblico, persone affette dalla fobia per i topi accarezzarli, persone che non uscivano più di casa prendere l'aereo. Potrei continuare a raccontare altri episodi, ma penso che sia più utile evidenziare come tutti gli esempi fatti hanno un fattore in comune: la capacità acquisita o recuperata delle persone di riuscire ad uscire, grazie al rapporto terapeutico e all'ipnosi , dai propri schemi comportamentali vecchi e disfunzionali e comportarsi come se il problema fosse già risolto. L'ipnosi strategica, che uso nel mio lavoro, assieme ad altri tipi d'ipnosi, si rifà all'Ipnoterapia Ericksoniana, all'Ipnosi dinamica e all’Ipnosi regressiva. Dopo la Laurea in Psicologia – ind. applicativo – conseguita presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, mi specializzo nella psicoterapia ad Approccio Breve Strategico, che si caratterizza per interventi brevi ed efficaci. Da anni utilizzo quotidianamente questo approccio insieme all’ipnosi, durante il percorso terapeutico l’attenzione non viene posta sul passato ma sul presente e sul futuro. Questo tipo di intervento si avvale di tecniche specifiche tra cui ricordo il Training Autogeno, la desensibilizzazione sistematica, l’ipnosi etc. In particolare l’ipnosi si è dimostrata un mezzo privilegiato per combattere l’ansia, affrontare disturbi alimentari e sessuali, contrastare la depressione e fronteggiare altri tipi di disfunzioni di natura psicologica come le ossessioni, l’insonnia e l’astenia. La psicoterapia ipnotica neo-ericksoniana, inoltre, valorizza le risorse interne dell’individuo, e grazie a ciò la persona mette in essere una ristrutturazione del suo mondo. La reale forza dell’ipnosi consiste nel permettere alla persona da un lato di accedere alla totalità delle sue risorse, dall’altro di sperimentare come sia possibile andare, senza l’aiuto di farmaci o di altre sostanze, al di là dei propri schemi comportamentali spesso obsoleti e disfunzionali. La psicoterapia ipnotica può essere applicata a bambini, agli adolescenti e agli adulti, e ai più svariati disagi e problemi, sempre rispettando la volontà del paziente. Oltre ad usare le tecniche di rilassamento e l’ipnosi in ambito clinico conduco presso l’Istituto per lo Studio Delle Psicoterapie corsi, riservati a medici e psicologi, per conduttori di Training Autogeno, Tecniche Ipnotiche e R.A.T.
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