Smettere di Fumare con L’Ipnosi

La coltivazione e l’uso della pianta del tabacco è una tradizione importata dai primi coloni americani, i quali appresero dalle popolazioni native dell’America centrale e meridionale la modalità di consumo più antica, ossia per combustione e inalazione dei vapori prodotti. Al giorno d’oggi la modalità di assunzione del tabacco si è arricchita con nuovi metodi quali il masticare o l’inalare direttamente la sostanza; queste abitudini creano una forte dipendenza nei suoi consumatori, al punto che, insieme all’alcol, è diventata la sostanza d’abuso legale più diffusa nel mondo.
Il problema del consumo di tabacco è emerso negli ultimi decenni: fino agli anni ‘60, infatti, era considerata una sostanza con caratteristiche curative e apparivano spot, in televisione, che esortavano il cittadino medio al suo consumo. L’inversione di tendenza dei giorni nostri è iniziata negli anni ’80 e, al giorno d’oggi, nella maggior parte dei paesi industrializzati, è proibito fumare in luoghi pubblici al chiuso, nei cinema e negli uffici, al fine di proteggere le persone che non consumano tabacco. La relativa giovinezza di questa nuova tendenza è sottolineata dal fatto che la dipendenza da tabacco è stata tabellata specificamente, all’interno del manuale diagnostico DSM, soltanto nella versione più recente, quella uscita in Italia a maggio del 2013. Prima, infatti, si parlava di dipendenza in generale, nel DSM, eccezion fatta per alcune; adesso tutte le sostanze hanno dei criteri specifici per delineare quando queste creino dipendenza patologica.
La dipendenza patologica da tabacco, oppure disturbo da uso di tabacco, come viene chiamata all’interno del DSM 5, viene diagnosticata allorquando un soggetto presenti due o più dei seguenti comportamenti: uso smoderato e incontrollato del tabacco; desiderio persistente e tentativi infruttuosi di controllare l’abitudine; dispendio di tempo eccessivo nel consumo e ricerca del tabacco; craving (che sta ad indicare il passaggio dal desiderare di consumare la sostanza all’avvertire il bisogno fisico di assumerla); inadempimento dei principali obblighi lavorativi, familiari o scolastici in favore del consumo di tabacco; ripercussione negativa del consumo di tabacco nella sfera delle relazioni; abbandono di attività professionali o ricreative in favore del tabacco; uso sconsiderato della sostanza (ad esempio a letto); sindrome da astinenza manifestata attraverso sintomi psicofisiologici (nervosismo e tremore) oppure quando la sostanza viene assunta per alleviare tali sintomi; tolleranza manifesta come continuo bisogno di accrescere la quantità di tabacco da assumere per raggiungere lo stato desiderato oppure come diminuzione dello stato soggettivo di appagamento assumendo la stessa quantità di tabacco. Al fine di una corretta diagnosi, è necessario che i comportamenti qui segnalati siano presenti all’interno della stessa persona per un periodo di almeno dodici mesi, ed è inoltre indispensabile che tale diagnosi venga effettuata da un clinico, sia esso psicologo, psichiatra o psicoterapeuta!
Con questa nuova categoria diagnostica, l’uso e il consumo del tabacco rientra ufficialmente nelle dipendenze. Ad un livello concettuale, questo avvenimento sottolinea qualcosa già presente nella mente di molti fumatori ma che veniva facilmente rimossa grazie al fatto che la sostanza viene commercializzata e consumata con modalità del tutto legali: il vizio di fumare, e in più in generale di consumare tabacco, provoca una vera e propria dipendenza alla stregua dell’alcol e delle sostanze illegali ed tanto difficile smettere di fumare tabacco quanto lo è disintossicarsi da qualsiasi altra sostanza. Questa considerazione ci porta ad affermare che la cessazione di questa abitudine comporta una forte dose di motivazione da parte di chi vuole smettere e, anche se è possibile farlo in maniera autonoma, la richiesta d’aiuto a professionisti della salute facilita e velocizza il processo di “indipendenza” dalla sostanza.
Tra le varie forme di terapia, quella che sfrutta l’ipnosi risulta essere una delle più veloci ed efficaci. La difficoltà nello smettere una qualsiasi abitudine risiede, infatti, per la maggior parte, nella motivazione a smettere (elemento essenziale, d’altra parte, nella ipnoterapia); una volta raggiunto un buon livello di motivazione la strada si fa meno tortuosa e in discesa.
Esistono due principali modalità di intervento che sfruttano l’ipnosi, entrambe molto rapide: la prima, messa appunto da David Spiegel, prevede una seduta singola. All’interno di questa, vengono raccolte informazioni circa l’abitudine di consumare tabacco della persona (da quanto tempo, con quale frequenza ecc.), dopo di che si passa alla misurazione del grado di ipnotizzabilità, che, all’interno di questo contesto, descrive la capacità che ognuno di noi ha di entrare nello stato di ipnosi. Misurare il livello di ipnotizzabilità permette al clinico di dedurre le suggestioni più efficaci per il paziente/cliente che si trova di fronte, per cui ci saranno persone più “cognitive”, che hanno bisogno di scomporre il problema nei suoi nodi essenziali; persone più “emotive”, che rispondono meglio a suggestioni riguardanti l’integrità corporea e la salute fisica in quanto danno un forte significato emotivo a questi concetti; persone, infine, la cui migliore forma di terapia non prevede l’ipnosi date le loro caratteristiche biologiche, per cui ricevono terapia supportiva e motivazionale (le statistiche ci dicono, tuttavia, che è molto raro incontrare persone con caratteristiche tali da non rispondere all’ipnosi). Una volta conclusa questa prima fase, la quale richiede un tempo di circa 15 minuti, il clinico passa ad insegnare un esercizio di autoipnosi: la persona viene aiutata ad entrare nella trance ipnotica, dopo di che le vengono somministrate le suggestioni adatte a sé; infine viene somministrata una suggestione grazie alla quale la persona sarà in grado di ricordare gli esercizi appena fatti, di auto indursi uno stato ipnotico e di praticarli da sola, a casa, ogni giorno appena possibile. Il paziente/cliente dovrà poi recarsi dal terapeuta per incontri di follow – up, in cui descriverà semplicemente la sua propensione a mantenere i comportamenti appresi durante la seduta singola, e le statistiche parlano di astinenza dal tabacco a 2 anni di distanza dalla seduta nel 50% dei casi.

La seconda modalità di intervento prevede quattro sedute di terapia ipnotica; tra i vari autori, colui la cui modalità è più efficace e recente è senza dubbio Milton Erickson. La sua terapia prevede l’utilizzo di ipnosi formale e conversazionale: durante la prima seduta vengono poste domande mirate, che raccolgono la storia dell’abitudine del consumo di tabacco e, sfruttando il dialogo strategico, proprio dell’approccio ericksoniano, instaurano fin da subito, in maniera subliminale, l’idea di interrompere l’abitudine disfunzionale. Queste domande servono, inoltre, a preparare la mente della persona all’ipnosi formale che verrà praticata nelle sedute successive. Il terapeuta, dal suo canto, riceve informazioni utili a predisporre le giuste suggestioni per le successive sedute di ipnosi; questo approccio, infatti, non si basa sulla capacità ipnotica e sul livello di ipnotizzabilità, bensì modella le suggestioni sulla storia personale della persona. Le seguenti tre sedute si baseranno su induzione formale, all’interno delle quali verrà potenziata l’iniziale idea instaurata durante la prima sessione (smettere di assumere tabacco), e si cercheranno soluzioni strategiche condivise e mirate alla risoluzione del comportamento. Questo tipo di terapia ipnotica permette alla persona di smettere gradualmente e, di conseguenza, di mantenere questa sana abitudine più a lungo.

 

Bibliografia

Dowling J. An Ericksonian Template for Smoking Cessation by Joe Dowling M.S., LPC.
Spiegel H, Spiegel D; (2004) Trance and treatment, clinical use of hypnosis; American psychiatric publishing, second edition, pp.573.
Spiegel D, Bloom JR; (1983) Group therapy and hypnosis reduce metastatic breast carcinoma pain; Psychosomatic medicine, 45(4), 333 – 341.

About
La passione che nutro per l'ipnosi è nata, per caso, circa 20 anni fa da quel momento in poi mi sono dedicata all’approfondimento delle tecniche, dei fenomeni e delle manifestazioni ad essa collegati. Grazie all'ipnosi, durante la mia esperienza clinica, ho visto persone timide tenere conferenze, persone balbuzienti parlare perfettamente in pubblico, persone affette dalla fobia per i topi accarezzarli, persone che non uscivano più di casa prendere l'aereo. Potrei continuare a raccontare altri episodi, ma penso che sia più utile evidenziare come tutti gli esempi fatti hanno un fattore in comune: la capacità acquisita o recuperata delle persone di riuscire ad uscire, grazie al rapporto terapeutico e all'ipnosi , dai propri schemi comportamentali vecchi e disfunzionali e comportarsi come se il problema fosse già risolto. L'ipnosi strategica, che uso nel mio lavoro, assieme ad altri tipi d'ipnosi, si rifà all'Ipnoterapia Ericksoniana, all'Ipnosi dinamica e all’Ipnosi regressiva. Dopo la Laurea in Psicologia – ind. applicativo – conseguita presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, mi specializzo nella psicoterapia ad Approccio Breve Strategico, che si caratterizza per interventi brevi ed efficaci. Da anni utilizzo quotidianamente questo approccio insieme all’ipnosi, durante il percorso terapeutico l’attenzione non viene posta sul passato ma sul presente e sul futuro. Questo tipo di intervento si avvale di tecniche specifiche tra cui ricordo il Training Autogeno, la desensibilizzazione sistematica, l’ipnosi etc. In particolare l’ipnosi si è dimostrata un mezzo privilegiato per combattere l’ansia, affrontare disturbi alimentari e sessuali, contrastare la depressione e fronteggiare altri tipi di disfunzioni di natura psicologica come le ossessioni, l’insonnia e l’astenia. La psicoterapia ipnotica neo-ericksoniana, inoltre, valorizza le risorse interne dell’individuo, e grazie a ciò la persona mette in essere una ristrutturazione del suo mondo. La reale forza dell’ipnosi consiste nel permettere alla persona da un lato di accedere alla totalità delle sue risorse, dall’altro di sperimentare come sia possibile andare, senza l’aiuto di farmaci o di altre sostanze, al di là dei propri schemi comportamentali spesso obsoleti e disfunzionali. La psicoterapia ipnotica può essere applicata a bambini, agli adolescenti e agli adulti, e ai più svariati disagi e problemi, sempre rispettando la volontà del paziente. Oltre ad usare le tecniche di rilassamento e l’ipnosi in ambito clinico conduco presso l’Istituto per lo Studio Delle Psicoterapie corsi, riservati a medici e psicologi, per conduttori di Training Autogeno, Tecniche Ipnotiche e R.A.T.
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