Disturbi correlati all’abuso di sostanze e ipnosi

 In Quando usare l'ipnosi

Facendo riferimento alla classificazione del DSM V i disturbi correlati a sostanze contemplano 10 classi distinte: alcol; caffeina; cannabis; allucinogeni; inalanti; oppiacei; sedativi; ipnotici e ansiolitici; stimolanti; tabacco.

Tutte le sostanze che vengono assunte in eccesso hanno in comune l’attivazione diretta del sistema cerebrale di ricompensa, che è coinvolto nel rafforzamento dei comportamenti e nella produzione di ricordi. Esse producono un’attivazione cosi intensa del sistema di ricompensa che le normali attività vengono spesso trascurate. Invece di ottenere l’attivazione del sistema di ricompensa attraverso comportamenti adattativi, le sostanze di abuso attivano direttamente i percorsi di ricompensa. I meccanismi attraverso i quali ciascuna di ciascuna classe di sostanze produce la ricompensa sono differenti, ma sono quelle che noi chiamiamo sostanze ad attivare tipicamente il sistema e a produrre sensazioni di piacere, spesso riferita come sballo.

I disturbi correlati a sostanze si dividono in due gruppi: i disturbi da uso di sostanze e i disturbi indotte da sostanze.

La caratteristica essenziale di un disturbo da uso di sostanze è un cluster (gruppo) di sintomi cognitivi, comportamentali e fisiologici che indicano come l’individuo continui a fare uso della sostanza nonostante problemi correlati. Una caratteristica importante dei disturbi da uso di sostanze è un cambiamento sottostante nei circuiti cerebrali che può persistere anche dopo la disintossicazione. Gli effetti comportamentali di questi cambiamenti cerebrali si manifestano nelle ripetute ricadute in un intenso craving (desiderio persistente e irresistibile per una determinata sostanza) quando gli individui vengono esposti a stimoli correlati a quel tipo di sostanza.

La categoria complessiva dei disturbi indotti da sostanze comprende intossicazione, astinenza e altri disturbi mentali indotti dalla sostanza o dall’abuso di farmaci (per es., disturbo psicotico indotto da sostanze, disturbo depressivo indotto da sostanze, ecc). La caratteristica principale dell’intossicazione è lo sviluppo di una sindrome reversibile specifica per una sostanza, dovuta all’assunzione recente della stessa. I problemi comportamentali clinicamente significativi o i cambiamenti psicologici associati all’intossicazione sono attribuibili agli effetti fisiologici della sostanza sul sistema nervoso centrale e si sviluppano durante o subito dopo l’uso della sostanza. I cambiamenti più comuni durante un’intossicazione comportano alterazione della percezione, della vigilanza, dell’attenzione, del pensiero, della capacità critica, del comportamento psicomotorio e di quello interpersonale. Le intossicazioni a breve “termine”, o acute, possono presentare segni e sintomi differenti dalle intossicazioni prolungate, o “croniche”. Per esempio, dosi moderate di cocaina possono produrre inizialmente una tendenza a socializzare, ma se tali dosi vengono ripetute frequentemente, giorni a settimana, può svilupparsi una tendenza all’isolamento sociale. Ciò che caratterizza invece l’astinenza è lo sviluppo di un cambiamento comportamentale problematico dovuto alla specifica sostanza, con aspetti fisiologici e cognitivi concomitanti, dovuti  alla cessazione o alla riduzione dell’uso pesante e prolungato di una sostanza. La sindrome da sostanza specifica causa disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo.

L’ipnosi per contrastare i disturbi correlati all’abuso di sostanze viene utilizzata spesso come una fase, importante, all’interno di un percorso più complesso. Il soffrire per una forte dipendenza rappresenta, infatti, in molti casi, solo un aspetto di una complessa conflittualità psicologica interiore che, per essere risolta, richiede di affrontare una pluralità di problematiche che vanno al di là del semplice (per quanto grave) comportamento di dipendenza. L’approccio ipnotico ai comportamenti dipendenti deve tenere conto anche dei comportamenti stato-dipendenti correlati alle abitudini e per questo l’approccio direttivo, che va a lavorare direttamente sul disturbo d’abuso di sostanze, può promuovere nel cliente un cambiamento rapido è importante.

Nella mia esperienza clinica mi è capitato spesso di riuscire a “bloccare” il comportamento dipendente, attraverso l’uso dell’ipnosi diretta, ma poi è stato necessario continuare il lavoro di bonifica e di ristrutturazione attraverso l’ipnosi indiretta e la terapia strategica breve. Ricerche a lungo termine convalidano la mia esperienza, esse, dimostrano, infatti, che l’utilizzo d’induzioni e suggestioni direttive, nonostante gli apparenti immediati effetti, a lungo termine decrescono fino a portare alla ricomparsa degli atteggiamenti stato-dipendenti. L’approccio indiretto invece tiene conto delle motivazioni e delle vulnerabilità sottostanti al “desiderio” di tale stato e ne promuove una dissoluzione in linea con il sentire del paziente e con la rinnovata capacità di interrompere il pattern cognitivo-comportamentale della dipendenza e del desiderio della sostanza; garantendo lo stesso risultato dell’ipnosi direttiva con il vantaggio della efficacia a lungo termine dell’ipnosi indiretta. D’altro canto l’approccio ipnotico indiretto richiede un percorso psicoterapeutico più lungo della tecnica direttiva, che implica un allenamento e un consolidamento della capacità del paziente di sviluppare stati ipnotici di trance profonda, passando dalle 3-5 sedute risolutive, tipiche dell’approccio diretto, alle 20 o più sedute della tecnica indiretta.

 

Dott.ssa Maria Novella Grimaldi
Dottoressa Maria Novella Grimaldi Da circa 20anni esperta di ipnosi strategica, ipnoterapia ericksoniana, ipnosi dinamica e regressiva. Laureata in Psicologia a indirizzo applicativo presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e specializzata in Approccio Breve e Strategico. Da anni utilizzo quotidianamente questo approccio insieme all’ipnosi, durante il percorso terapeutico l’attenzione non viene posta sul passato ma sul presente e sul futuro. Questo tipo di intervento si avvale di tecniche specifiche tra cui ricordo il Training Autogeno, la desensibilizzazione sistematica, l’ipnosi etc. Oltre ad usare le tecniche di rilassamento e l’ipnosi in ambito clinico conduco presso l’Istituto per lo Studio Delle Psicoterapie corsi, riservati a medici e psicologi, per conduttori di Training Autogeno, Tecniche Ipnotiche e R.A.T. Mail: marianovellagrimaldi@gmail.com
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