L’ipnosi strategica è efficace per i disturbi legati all’abuso di sostanze

 In Quando usare l'ipnosi

L’ipnosi strategica: uno strumento al servizio della persona

La psicoterapia strategica combinata con l’ipnosi rappresenta una risorsa efficace ed efficiente per spezzare il circolo vizioso della dipendenza e l’abuso da sostanze.

Le sostanze d’abuso

Quando parliamo di sostanze d’abuso facciamo riferimento a classi distinte tra loro, a cui sono legate specifiche sindromi di astinenza, tolleranza e sensibilizzazione. Il presente articolo considera validi i contributi della psicoterapia combinata con l’ipnosi per 10 tipologie di sostanze. Nel dettaglio:  l’alcol, la caffeina, la cannabis, gli allucinogeni,  gli inalanti, gli oppiacei, i sedativi, i farmaci ipnotici e ansiolitici, gli stimolanti e, ultimo ma non per ultimo, il tabacco. L’ipnosi strategica si è dimostrata efficace per i disturbi legati all’abuso delle dieci sostanze considerate.

I circuiti cerebrali coinvolti nella dipendenza

Tutte le sostanze che vengono assunte in eccesso hanno in comune l’attivazione diretta del sistema cerebrale di ricompensa. Esso è coinvolto nel rafforzamento dei comportamenti e nella produzione di ricordi. Le sostanze producono un’attivazione cosi intensa del sistema di ricompensa che le normali attività vengono spesso trascurate. Invece di ottenere l’attivazione del sistema di ricompensa attraverso comportamenti adattativi, le sostanze di abuso attivano direttamente i percorsi di ricompensa. I meccanismi attraverso i quali ciascuna di ciascuna classe di sostanze produce la ricompensa sono differenti. Tipicamente l’elemento comune è l’attivazione del sistema e la produzione di sensazioni di piacere, spesso riferita come sballo. L’ipnosi si è rivelata efficace per intervenire su tali meccanismi e interrompere la dipendenza.

I disturbi correlati a sostanze: disturbi da uso di sostanze

I disturbi correlati a sostanze si dividono in due gruppi: i disturbi da uso di sostanze e i disturbi indotte da sostanze.

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La caratteristica di un disturbo da uso di sostanze è un quadro di sintomi cognitivi, comportamentali e fisiologici che portano l’individuo a ricercare la sostanza. Tale ricerca si realizza spesso nonostante i problemi correlati. Una caratteristica importante dei disturbi da uso di sostanze è un cambiamento sottostante nei circuiti cerebrali. La brutta notizia è che questo cambiamento può persistere anche dopo la disintossicazione. Gli effetti comportamentali delle modificazioni cerebrali si manifestano nelle ripetute ricadute in un intenso craving (desiderio persistente e ricerca della sostanza). Per questa ragione è bene intervenire con il trattamento psicoterapeutico, meglio se combinato con l’ipnosi.

I disturbi correlati a sostanze: i disturbi indotti da sostanze

La categoria complessiva dei disturbi indotti da sostanze comprende intossicazione, astinenza e altri disturbi mentali indotti dalla sostanza o dall’abuso di farmaci. Tra questi includiamo il disturbo psicotico indotto da sostanze e il disturbo depressivo indotto da sostanze. La caratteristica principale dell’intossicazione è lo sviluppo di una sindrome reversibile specifica per una sostanza, dovuta all’assunzione recente della stessa. I problemi comportamentali clinicamente significativi o i cambiamenti psicologici associati all’intossicazione sono attribuibili agli effetti fisiologici della sostanza sul sistema nervoso centrale. Tali sintomi possono svilupparsi durante o subito dopo l’assuzione della sostanza.

I problemi legati all’intossicazione

I cambiamenti più comuni durante un’intossicazione comportano alterazione della percezione, della vigilanza, dell’attenzione, del pensiero, della capacità critica. Su un altro versante, possono verificarsi modificazioni del comportamento psicomotorio e di quello interpersonale. Le intossicazioni  acute possono presentare sintomi differenti dalle intossicazioni prolungate, o “croniche”. Per esempio, se dosi moderate di cocaina possono produrre una tendenza a socializzare, l’uso massiccio e ripetuto può comportare una tendenza all’isolamento.

L’astinenza

Ciò che caratterizza invece l’astinenza è lo sviluppo di un cambiamento comportamentale problematico dovuto alla mancata assunzione di una specifica sostanza. Da ciò derivano aspetti fisiologici e cognitivi concomitanti, dovuti proprio  alla cessazione o alla riduzione dell’uso pesante e prolungato di una sostanza. La sindrome da sostanza specifica causa disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo.

Superare la dipendenza con l’ipnosi

L’ipnosi per contrastare i disturbi correlati all’abuso di sostanze viene utilizzata spesso come una fase, importante, all’interno di un percorso più complesso. Il soffrire per una forte dipendenza rappresenta, infatti, in molti casi, solo un aspetto di una complessa conflittualità psicologica interiore. Per arrivare a completa remissione è importante affrontare una pluralità di problematiche che vanno al di là del semplice (per quanto grave) comportamento di dipendenza. L’approccio ipnotico ai comportamenti dipendenti deve tenere conto anche dei comportamenti stato-dipendenti correlati alle abitudini. Per questa ragione l’approccio direttivo, che interviene direttamente sul disturbo d’abuso di sostanze, può promuovere nel cliente un cambiamento rapido è importante.

L’ipnosi è efficace

Nell’esperienza clinica intervengo “bloccando” con tempestività il comportamento connesso alla dipendenza, proprio attraverso l’uso dell’ipnosi diretta. Ritengo essenziale, tuttavia, continuare il lavoro di bonifica e di ristrutturazione attraverso l’ipnosi indiretta e la terapia strategica breve. Ricerche a lungo termine convalidano la mia esperienza. Esse dimostrano, infatti, che l’utilizzo d’induzioni e suggestioni direttive produce effetti immediati, che devono essere poi consolidati nel lavoro psicoterapeutico. L’ipnosi strategica rappresenta uno strumento di indubbia efficacia per i disturbi legati all’abuso di sostanze.

L’ipnosi indiretta per disinnescare il ricorso alla sostanza

L’approccio indiretto tiene conto delle motivazioni e delle vulnerabilità soggiacenti il “desiderio”. In tale modo disinnesca la ricerca della sostanza in linea con il sentire del paziente e con la sua rinnovata capacità di interrompere il pattern cognitivo-comportamentale connesso proprio alla ricerca della sostanza stessa. Risulta così possibile garantire lo stesso risultato dell’ipnosi direttiva con il vantaggio della efficacia a lungo termine dell’ipnosi indiretta. D’altro canto l’approccio ipnotico indiretto richiede un percorso psicoterapeutico più lungo. esso implica un allenamento e un consolidamento della capacità del paziente di sviluppare stati ipnotici di trance profonda. Si passa quindi dalle 3-5 sedute risolutive, tipiche dell’approccio diretto, alle 20 o più sedute della tecnica indiretta.

 

Dott.ssa Maria Novella Grimaldi
Dottoressa Maria Novella Grimaldi Da circa 20anni esperta di ipnosi strategica, ipnoterapia ericksoniana, ipnosi dinamica e regressiva. Laureata in Psicologia a indirizzo applicativo presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e specializzata in Approccio Breve e Strategico. Da anni utilizzo quotidianamente questo approccio insieme all’ipnosi, durante il percorso terapeutico l’attenzione non viene posta sul passato ma sul presente e sul futuro. Questo tipo di intervento si avvale di tecniche specifiche tra cui ricordo il Training Autogeno, la desensibilizzazione sistematica, l’ipnosi etc. Oltre ad usare le tecniche di rilassamento e l’ipnosi in ambito clinico conduco presso l’Istituto per lo Studio Delle Psicoterapie corsi, riservati a medici e psicologi, per conduttori di Training Autogeno, Tecniche Ipnotiche e R.A.T. Mail: marianovellagrimaldi@gmail.com
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