L’ipnosi per curare i disturbi del sonno e l’insonnia

I disturbi del sonno costituiscono un serio problema medico, psicologico e a elevata incidenza sulla popolazione mondiale. Secondo il DSM V (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) i Disturbi del Sonno possono essere suddivisi, in base all’eziologia in 4 categorie.

Disturbi primari del sonno

Le dissonnie o anomalie della quantità, della qualità o del ritmo del sonno, sono di diverse tipologie.

  • Insonnia primaria: è il termine medico per definire la difficoltà ad addormentarsi, soffrire di risvegli notturni o svegliarsi troppo presto al mattino, provando con la sensazione di non aver riposato a sufficienza per oltre un mese. Per definizione, l’insonnia primaria deve portare a un deficit diurno (sonnolenza) e non essere collegato a un altro disturbo del sonno.
  • Ipersonnia primaria: la persona che ne soffre avrà un’eccessiva sonnolenza diurna e manifesterà un’impellente necessità di dormire in momenti inappropriati – ad esempio a scuola o durante il lavoro o guidando – nonostante abbia passato a letto un numero sufficiente di ore.
  • Narcolessia: è disturbo caratterizzato da eccessiva sonnolenza diurna. La crisi narcolettica è un attacco improvviso di sonno (10-20 minuti), ricorrente (fino a 10 episodi al giorno), in un soggetto “predisposto” e in momenti favorenti il sonno (fasi post-prandiali, cinema, lavori ripetitivi, ecc.) anche se talvolta l’episodio si presenta nei momenti meno opportuni (al lavoro o durante un rapporto sessuale).
  • Disturbo del sonno correlato alla respirazione: questo disturbo comporta un sonno interrotto, con eccessiva sonnolenza o insonnia, che si ritiene dovuta a una patologia della respirazione correlata al sonno. I fenomeni respiratori anormali possono essere diversi tra essi ricordiamo la sindrome apnoica ostruttiva del sonno che si caratterizza per apnea, ipopnea, russamenti pesanti e cessazione del respiro che può durare fino a 60-90 secondi. I soggetti con questo disturbo non si sentono riposati al risveglio lamentando una sensazione di ubriachezza, cefalee e secchezza delle fauci.
  • Disturbo del ritmo circadiano del sonno: questo disturbo si distingue per una norma persistente o ricorrente d’interruzione del sonno che porta a eccessiva sonnolenza o insonnia dovuta a uno squilibrio tra il ciclo sonno-veglia, richiesto dall’ambiente in cui vive la persona e il suo particolare ritmo circadiano sonno-veglia.
  • Parasonnie: comportamenti anomali o eventi fisiopatologici che si presentano durante il sonno, sia in specifiche fasi sia nei passaggi sonno-veglia esse comprendono

a) Il disturbo da incubi:  si caratterizza per ripetuti risvegli dal periodo di sonno principale o da sonnellini con ricordo dettagliato di sogni prolungati ed estremamente terrifici, che di solito comportano una minaccia alla sopravvivenza, o all’autostima.

b) Il disturbo da terrore nel sonno: presenta episodi ricorrenti di brusco risveglio dal sonno. L’episodio è caratterizzato da grida, terrore, tachicardia, tachipnea e sudorazione.

c) Il disturbo da sonnambulismo: manifesta ripetuti episodi di allontanamento dal letto durante il sonno e di deambulazione, la persona ha un’espressione fissa ed è relativamente non reattivo agli sforzi compiuti da altri per svegliarlo. Normalmente la persona non ricorda l’episodio.

Disturbi del sonno correlati a un altro disturbo mentale

Nella pratica clinica questa seconda va considerata come la più frequente, il rilevamento di alterazioni del sonno associato a disturbi psicologici/psichiatrici è un’evenienza comune.

Tuttavia, il loro inquadramento nella categoria diagnostica dei disturbi del sonno correlati ad altro disturbo psichiatrico del DSM richiede, tra gli altri, il criterio della durata (almeno un mese) e quello della significativa alterazione del funzionamento.
Essi comprendono: insonnia correlata a un altro disturbo mentale, ipersonnia legata a un altro disturbo mentale.

Disturbi affettivi sull’insonnia

Dati epidemiologici stimano l’incidenza dei disturbi del sonno in pazienti depressi tra il 50 e il 90% dei casi.

Ipersonnia: comune per le forme di depressione atipica.

Risveglio precoce: caratterizza in modo specifico le forme depressive a più forte connotazione ‘biologica’ (forme melanconiche).

Disturbi d’ansia generalizzata

Nel disturbo d’ansia generalizzata (GAD) l’insonnia è un sintomo molto frequente. È presente nell’80-90% dei casi,, rappresentato principalmente da difficoltà e ritardo nell’addormentamento.
Nel disturbo di panico (DP) i disturbi del sonno sono un sintomo poco frequente, soprattutto quando il DP non si associa a un quadro di ansia generalizzata.
Nel disturbo post-traumatico da stress (DPTS) i disturbi del sonno sono presenti con elevata frequenza, la persona che ne soffre ha spesso difficoltà nell’addormentamento, risvegli precoci, cattiva qualità del sonno e sogni terrifici.

L’intervento con l’ipnositerapia

L’ipnositerapia e l’apprendimento del Training Autogeno sono tra le terapie psicologiche maggiormente indicate nel trattamento dei disturbi del sonno.
Dopo un’attenta analisi del problema, il trattamento combinato d’ipnosi, autoipnosi e tecniche di rilassamento, permette in genere alla persona di esperire vissuti e strategie utili a lasciarsi andare, a rilassarsi senza sforzo, e a ritrovare la propria naturale capacità di scivolare naturalmente nel sonno.
Molti soggetti riscontrano benefici già dalle primissime sedute.
L’ipnosi strategica può essere usata anche per curare in tempi brevi disturbi quali i l’enuresi notturna (emissione involontaria di urina), il bruxismo (digrignare i denti) e il sonnambulismo.

About
Dottoressa Maria Novella Grimaldi Da circa 20anni esperta di ipnosi strategica, ipnoterapia ericksoniana, ipnosi dinamica e regressiva. Laureata in Psicologia a indirizzo applicativo presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e specializzata in Approccio Breve e Strategico. Da anni utilizzo quotidianamente questo approccio insieme all’ipnosi, durante il percorso terapeutico l’attenzione non viene posta sul passato ma sul presente e sul futuro. Questo tipo di intervento si avvale di tecniche specifiche tra cui ricordo il Training Autogeno, la desensibilizzazione sistematica, l’ipnosi etc. Oltre ad usare le tecniche di rilassamento e l’ipnosi in ambito clinico conduco presso l’Istituto per lo Studio Delle Psicoterapie corsi, riservati a medici e psicologi, per conduttori di Training Autogeno, Tecniche Ipnotiche e R.A.T. Mail: marianovellagrimaldi@gmail.com
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