I disturbi sessuali maschili; l’intervento con l’ipnosi

I disturbi sessuali maschili

Le disfunzioni o disturbi sessuali maschili secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali (DSM V), costituiscono: “un gruppo eterogeneo di disturbi caratterizzati da disagio clinicamente significativo rispetto alla capacità del soggetto di rispondere allo stimolo sessuale ed esperire piacere durante il rapporto, per una durata di almeno sei mesi”.

Il DSM V pone una fondamentale differenza fra disagio provocato da uno stimolo sessuale inadeguato e diagnosi di disfunzione sessuale.  Dunque per comprendere tale distinzione bisogna operare alcuni accorgimenti, in quanto una mancata conoscenza della sessualità e delle stimolazioni adeguate potrebbe provocare attribuzioni erronee.

La sessualità è parte integrante della vita di ogni individuo e come tale va esperita con serenità.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la definisce come la “valorizzazione della personalità, della comunicazione e dell’amore. La salute si compone di tre elementi principali: – essere capace di gioire, avendone la piena padronanza, di un comportamento sessuale e riproduttivo in armonia con un’etica sociale e personale; essere esenti da sentimenti di odio, di vergogna, di colpevolezza, di false credenze e altri fattori psicologici che inibiscono la risposta sessuale e turbano la relazione sessuale”.

Il momento dell’oneset per i disturbi sessuali maschili

A tal proposito si parla di onset, ossia del momento specifico della fase del rapporto sessuale in cui il disturbo ha luogo, per comprenderne l’eziologia e dunque prospettare un possibile intervento.

Il Manuale distingue infatti tre tipologie di onset:

  • permanente (lifelong) presente sin dalla prima esperienza sessuale;
  • acquisito (acquired), sviluppatosi dopo un periodo di funzionamento sessuale adeguato;
  • generalizzato (generalized) non limitato a specifiche situazioni o stimolazioni sessuali e situazionale (situational) ma solo in alcune situazioni specifiche.

Inoltre il disturbo può manifestarsi a più livelli di gravità: lieve, medio e grave in relazione alla manifestazione dei sintomi.

Influenza di altri fattori sui disturbi sessuali maschili

In aggiunta all’onset bisogna valutare l’influenza anche di altri fattori sule disfunzioni sessuali maschili. In questo caso incidono anche le caratteristiche del partner, della relazione sentimentale e sessuale, fattori di vulnerabilità individuali, storie di problemi psicologici pregressi, fattori culturali e sociali e, tutti i possibili stress presenti nella vita quotidiana, da eventuali problemi di salute a quelli professionali e familiari.

Dunque per fare una diagnosi di disfunzione sessuale è necessario contestualizzare la risposta biologicamente attesa dalla persona analizzandola da un punto di vista multifattoriale, ossia biologico, psicologico, culturale e sociale.

Da ciò si evince come la diagnosi veda la necessità di escludere disturbi che potrebbero influire sul benessere sessuale, come la depressione, l’uso di sostanze, malattie, anche se non sempre è possibile distinguere l’eziologia primaria del disturbo, poiché spesso la relazione fra quest’ultimo ed un’altra condizione di rilevanza clinica è molto sottile.

Le fasi del rapporto sessuale

Il rapporto sessuale è un’esperienza complessa e suddivisibile in quattro fasi esperite sia dall’uomo che dalla donna: desiderio, eccitazione, orgasmo e risoluzione. In base alla citata suddivisione è possibile riscontrare disfunzioni fase/specifica.

Il desiderio

La fase del desiderio concerne la motivazione, l’intenzione e la voglia della persona di condividere l’intimità e la fisicità dell’evento sessuale. Anche se sembra essere la condizione più spontanea e ovvia, tale fase spesso non è esaudita, motivo per cui possono nascere problemi sessuali connessi al desiderio. Quest’ultimo è influenzato dalla “memoria” sessuale che se legata ad aspettative positive incentiva il desiderio e dunque una maggiore soddisfazione nel rapporto.

La stimolazione del desiderio nell’uomo può avvenire attraverso espedienti quali una situazione in cui si presenta la possibilità di avere un rapporto sessuale. Durante la fase del desiderio il pene si erige ed aumenta le sue dimensioni, che raggiungono il massimo durante la fase dell’eccitazione.

Il corpo si tende alla sua parte superiore e spesso compaiono dei rossori. Alla base delle disfunzioni sessuali vi è senza dubbio la voglia del rapporto intimo che, se assente, influenza sia l’eccitazione che l’orgasmo provocando disturbi dell’erezione, disturbi da dolore sessuale e dell’orgasmo, come eiaculazione precoce o ritardata. In questa fase è possibile riscontrare il disturbo da desiderio sessuale ipoattivo maschile.

Questo disturbo è caratterizzato da una mancanza o riduzione dell’interesse e del piacere sessuale per un periodo di almeno sei mesi ed è fonte di disagio per la persona che ne soffre. Nell’uomo potrebbe derivare da problematiche relazionali o connesse alla professione, oltre che da patologie endocrine.

La fase dell’eccitamento

La fase dell’eccitamento concerne l’attivazione sessuale psicofisica, ossia la tumescenza del pene e la conseguente erezione. In tale fase il DSM V colloca la disfunzione erettile, ossia la difficoltà nell’uomo di mantenere l’erezione sino al concludersi dell’amplesso e il decremento della rigidità peniena durante lo stesso.

Tale inibizione potrebbe derivare dal vivere il rapporto come una prova rispetto alle proprie capacità sessuali. Inoltre i pregiudizi sulle dimensioni del membro maschile potrebbero intaccare l’identità virile e influenzare la performance.

La disfunzione erettile è una disfunzione sessuale maschile, connessa ad un forte senso di inadeguatezza esperito da sentimenti di colpa e bassa autostima. Ovviamente anche fattori di coppia influiscono insieme ad eventuali problematiche fisiche ed ormonali.

La fase dell’orgasmo

La fase dell’orgasmo invece vede il raggiungimento del massimo piacere sessuale e un conseguente allentamento della tensione. Il pene eiacula quindi liquido seminale con contrazioni ritmiche dei muscoli dell’uretra. Infine durante la fase della risoluzione perde la sua erezione e ritorna alle sue dimensioni normali.

L’orgasmo, culmine del rapporto sessuale, è un processo che coinvolge tutto il corpo. Fondamentalmente è uguale in entrambi i sessi, tuttavia differisce la modalità con cui si sviluppa.

La maggior parte degli uomini possono procurarsi un orgasmo attraverso la masturbazione ed in genere lo raggiungono naturalmente durante il rapporto sessuale. Dunque nell’uomo l’orgasmo è un atto involontario, mentre nella donna è dato da una risposta fisiologica volontaria.

I disturbi sessuali maschili in questa fase riguardano l’eiaculazione ritardata e l’eiaculazione precoce.

Eiaculazione ritardata o precoce

Nel primo caso si verifica un ritardo o assenza dell’eiaculazione. Si tratta di una condizione riscontrabile di rado ed attribuibile a fattori di natura psicologica, quali l’ansia da prestazione e l’educazione sessuale severa.

Più comune invece l’eiaculazione precoce la quale si verifica a distanza di un minuto dalla penetrazione vaginale ed in assenza del controllo volontario della persona ed anche in assenza di penetrazione.

Potrebbe derivare dall’inesperienza, dal coito interrotto, dai rapporti frettolosi, dallo stress o da un eccessivo uso di fantasie erotiche. Nell’uomo il dolore può verificarsi durante l’erezione, la penetrazione e l’eiaculazione e può derivare da problemi urologici o malformazioni peniene.

I disturbi da dolore sessuale

I disturbi sessuali maschili da dolore sessuale interferiscono con le varie fasi della risposta sessuale. Oggi rispetto al passato si predilige un approccio integrato nel trattamento delle disfunzioni sessuali, ossia un approccio che ponga la mente ed il corpo sullo stesso piano, presupponendo che la sessualità sia espressione di entrambi e che dunque un malfunzionamento affettivo-relazionale o somatico possa tradursi in una disfunzione sessuale.

L’intervento attraverso l’ipnosi

In quest’ottica si muove l’ipnosi in terapia strategica, il cui padre, Milton Ericsson, ne applicò i principi per il trattamento delle disfunzioni sessuali maschili e femminili. In questo caso, l’alterazione di coscienza è considerata come un momento di ristrutturazione degli schemi e delle credenze maladattive della persona.

Dato che è possibile definire l’ipnosi come uno stato di rilassamento in cui la persona entra in contatto con le sue risorse e dunque vede soluzioni alternative ai problemi che quotidianamente non è in grado di individuare. La sessualità umana è fortemente influenzata dall’autosuggestione che se negativa può comportare una forma di autoipnosi negativa o AIN, che a sua volta si traduce in inibizione sessuale.

Erickson focalizza dunque l’attenzione al cambiamento che passa attraverso la relazione tra paziente e terapeuta e che indaga il qui ed ora senza soffermarsi sul passato.

La terapia sessuale in ipnosi permette dunque di operare su quelle esperienze impedite dall’eccessivo livello di ansia e può essere applicata alle varie fasi del ciclo della risposta sessuale.

Tra gli scopi della sessuoterapia in ipnosi vediamo lo sviluppo delle risorse della persona, l’aumento della disponibilità sessuale, l’identificazione dei conflitti sottostanti il sintomo, la facilitazione delle modificazione psicologiche e somatiche; inoltre l’ipnosi ha il vantaggio di essere più focalizzata sul sintomo e di agire in breve tempo, partendo dalla genesi del disturbo sino all’individuazione delle soluzioni.

Per quanto riguarda il trattamento dei disturbi del desiderio sessuale, essendo frutto di autoipnosi negativa, questo verte alla modifica in positivo delle immagini mentali.

La tecnica dei quadranti di Araoz

Un esempio è la tecnica dei quadranti di Araoz nella cura del desiderio sessuale ipoattivo. In questo caso, la mente viene paragonata a un computer suddiviso in quadranti. Si visualizza poi il quadrante del desiderio sessuale, ponendo la persona in condizione di variarne il livello di intensità tramite una fantomatica manopola o ancora di far rivivere alla persona un momento della sua vita in cui il desiderio sessuale era presente per rievocarne e recuperarne le sensazioni.

L’ipnosi per agire sulla disfunzione erettile

Uno dei disturbi sessuali maschili derivante dalle immagini negative autoprodotte è la disfunzione erettile della fase dell’eccitazione sessuale.

Obiettivo dell’ipnosi sarà ridurre l’ansia attraverso la suggestione che conduce il paziente a godere di una situazione eccitante senza pretese sessuali, sostituendo l’immagine del pene flaccido con quello del pene eretto.

L’ipnosi per i disturbi dell’orgasmo

Nei disturbi dell’orgasmo invece si lavora sul conflitto che inibisce l’orgasmo con l’intendo di migliorare la ricezione delle reazioni sessuali. Nell’orgasmo maschile, con riferimento all’eiaculazione precoce, si utilizzano tecniche di ipnorilassamento e suggestione ipnotica attraverso cui ripristinare la sensibilità del pene ed esperire pienamente il rapporto sessuale.

Nell’eiaculazione ritardata l’ipnosi viene impiegata con l’obiettivo di eliminare le immagini negative collegate alla stessa permettendo la regolazione volontaria del riflesso eiaculatorio.

Dunque la sessuoterapia in ipnosi è utile sia nella promozione della consapevolezza del paziente circa la genesi del sintomo che nell’entrare in contatto con le proprie inibizioni per sconfiggerle e concedersi un soddisfacente rapporto con la propria sessualità, parte fondamentale dell’identità a cui non bisogna rinunciare.

L’ipnosi permette anche di intervenire sulle disfunzioni sessuali femminili.

Bibliografia

  • Araoz D. L. (1984). Ipnosi e Terapia Sessuale. Roma: Astrolabio Edizioni.
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  • Rifelli, G.,  Rifelli, G. (2010). Impotenza maschile, femminile e di coppia.  Roma: Scione.
  • Simonelli, C., (a cura di). (2004). Diagnosi e trattamento delle disfunzioni sessuali. Milano: Franco Angeli.

Se stai affrontando un problema o un disagio, ti consiglio di provare l’ipnosi come strumento di efficacia convalidata.
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About
Dottoressa Maria Novella Grimaldi Da circa 20anni esperta di ipnosi strategica, ipnoterapia ericksoniana, ipnosi dinamica e regressiva. Laureata in Psicologia a indirizzo applicativo presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e specializzata in Approccio Breve e Strategico. Da anni utilizzo quotidianamente questo approccio insieme all’ipnosi, durante il percorso terapeutico l’attenzione non viene posta sul passato ma sul presente e sul futuro. Questo tipo di intervento si avvale di tecniche specifiche tra cui ricordo il Training Autogeno, la desensibilizzazione sistematica, l’ipnosi etc. Oltre ad usare le tecniche di rilassamento e l’ipnosi in ambito clinico conduco presso l’Istituto per lo Studio Delle Psicoterapie corsi, riservati a medici e psicologi, per conduttori di Training Autogeno, Tecniche Ipnotiche e R.A.T. Mail: marianovellagrimaldi@gmail.com
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