IPNOSI E DISTURBO DELL’ADATTAMENTO

Il disturbo dell’adattamento si caratterizza per la presenza di una serie di sintomi di natura emotiva e comportamentale legati ad un evento stressante che determina un cambiamento nella vita del soggetto. Gli episodi stressanti possono essere sia normativi, legati dunque a cambiamenti fisiologici (fasi evolutive nascite, decessi) oppure paranormativi, ovvero connessi con circostanze possibili ma non auspicabili, che possono implicare anche la riorganizzazione dello status del soggetto (divorzi, licenziamenti, morti premature di persone care, ecc.). Eventi stressanti in grado di intervenire nella soggettività dell’individuo procurando l’insorgenza dei sintomi di disadattamento sono anche situazioni e circostanze esterne generate da cambiamenti economici e sociali. Il disturbo dell’adattamento comporta sempre un cambiamento nello stile di vita, che il paziente non riesce a governare pienamente, sviluppando dunque i sintomi che possono manifestarsi con alterazioni dell’umore, umore depresso, e/o con sintomi ansiosi o alterazioni della condotta. L’esordio della sintomatologia di regola si presenta entro tre mesi dall’insorgenza dell’evento stressante. Il DMS 5 classifica i disturbi dell’adattamento tra i “Disturbi correlati a eventi traumatici e stressanti”, tra cui il disturbo da stress post traumatico e il disturbo da stress acuto, precisando come nel caso dei disturbi dell’adattamento i sintomi siano legati ad eventi stressanti ma non traumatici. I dati epidemiologici indicano che la prevalenza del disturbo dell’adattamento è compresa tra il 2% e l’8% tra i bambini e gli anziani e tra il 12-20% tra i pazienti adulti. Se, invece, si considera la popolazione adulta con problematiche di salute gravi o croniche, l’incidenza sale fino al 50%. Tra i criteri presenti sul DSM 5 finalizzati a porre la diagnosi, è richiesto che i sintomi o i comportamenti abbiano una rilevanza clinicamente significativa:
• marcata sofferenza, che sia sproporzionata rispetto alla gravità o all’intensità dell’evento stressante, tenendo conto del contesto esterno dei fattori culturali che possono influenzare la gravità e la manifestazione dei sintomi;
• compromissione significativa del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre importanti aree;
• viene inoltre precisato che per procedere all’assessment psicodiagnostico, il disturbo correlato con lo stress se non deve soddisfare i criteri per un altro disturbo mentale e non deve rappresentare solo un aggravamento di un disturbo mentale preesistente;
• i sintomi non corrispondono a un lutto normale;
• una volta che l’evento stressante o le sue conseguenze sono superati, i sintomi non persistono per più di altri sei mesi.
Il manuale richiede inoltre di specificare se il disturbo coinvolga prevalentemente l’umore, il vissuto d’ansia, oppure si presenti sottoforma di sintomi misti con ansia ed umore depresso, oppure ancora se il paziente manifesti alterazioni della condotta e, infine, se è presente la variante che manifesta alterazione mista dell’emotività e della condotta.
In ogni caso, nella mia esperienza clinica ho potuto constatare come, malgrado il disturbo dell’adattamento sia per sua stessa natura transitorio, intervenire in una direzione terapeutica si riveli una variabile fondamentale per superare sintomi che hanno un impatto significativo sulla qualità della vita del paziente. L’ipnosi ericksoniana che in genere utilizzo con i pazienti con disturbo dell’adattamento considera la suggestione come elemento primario per la terapia e per il relativo superamento dell’episodio o degli eventi stressanti con i quali la persona ha dovuto confrontarsi. Milton Erickson riprende antiche procedure di guarigione fondate sull’impiego di metafore, truismi, paradossi, e vere e proprie narrazioni di vita quotidiana per indurre uno stato di trance funzionale a affrontare in modo indiretto l’evento stressante. L’utilizzo di procedure indirette suggerito da Milton Erickson offre un duplice vantaggio:
1. consente alla persona di godere del rilassamento indotto dal terapeuta, il quale si avvicina al nucleo problematico a piccoli passi, consentendo alla persona di beneficiare di un stato di calma e tranquillità perduto nel quotidiano, soprattutto se il disturbo si presenta con ansia e umore depresso misti;
2. la procedura indiretta non solleva le resistenze del paziente, il quale sperimenta una condizione di accoglienza e di accettazione totale da parte del terapeuta, preliminare all’accesso ai vissuti stressanti che costituiscono il nucleo del disturbo, con conseguente riduzione della durata della psicoterapia.

Riferimenti bibliografici
American Psychiatric Association (2014), Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta edizione (DSM-5), Raffaello Cortina editore
Curati M.A., Dell’Erba G.L., I disturbi dell’adattamento: un modello di concettualizzazione, Cognitivismo Clinico (2014) 11, 2, 207-226

About
Dottoressa Maria Novella Grimaldi Da circa 20anni esperta di ipnosi strategica, ipnoterapia ericksoniana, ipnosi dinamica e regressiva. Laureata in Psicologia a indirizzo applicativo presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e specializzata in Approccio Breve e Strategico. Da anni utilizzo quotidianamente questo approccio insieme all’ipnosi, durante il percorso terapeutico l’attenzione non viene posta sul passato ma sul presente e sul futuro. Questo tipo di intervento si avvale di tecniche specifiche tra cui ricordo il Training Autogeno, la desensibilizzazione sistematica, l’ipnosi etc. Oltre ad usare le tecniche di rilassamento e l’ipnosi in ambito clinico conduco presso l’Istituto per lo Studio Delle Psicoterapie corsi, riservati a medici e psicologi, per conduttori di Training Autogeno, Tecniche Ipnotiche e R.A.T. Mail: marianovellagrimaldi@gmail.com
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