Ipnosi e disturbo dipendente della personalità

I pazienti che riportano una struttura dipendente della personalità manifestano un bisogno eccessivo, esasperato, di venire accolti dal punto di vista relazionale, talvolta addirittura accuditi e guidati, e ciò comporta atteggiamenti di dipendenza, appunto, e di sottomissione. Si tratta di un disturbo in grado di influenzare pesantemente la qualità di vita e di condizionare le scelte quotidiane al punto da inibire, in taluni casi, la capacità di compiere e portare avanti decisioni autonome e indipendenti. Infatti, un elemento che caratterizza i soggetti con una personalità dipendente è proprio la necessità di ottenere rassicurazione e appoggio da parte delle persone da cui sentono di dipendere anche per fronteggiare le piccole decisioni di ogni giorno. Esploriamo tutti i criteri diagnostici secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, giunto alla quinta edizione (DSM 5):
• difficoltà a prendere decisioni quotidiane senza richiedere una eccessiva quantità di consigli e rassicurazioni da parte degli altri;
• la persona manifesta il bisogno che gli altri si assumano la responsabilità per la maggior parte dei settori (o ambiti) della sua vita;
• difficoltà a esprimere disaccordo verso gli altri per timore di perdere supporto o approvazione (restano esclusi i timori realistici di conseguenze o punizioni);
• difficoltà a prendere iniziative, dare vita a progetti o fare cose in modo autonomo (per mancanza di fiducia nel proprio giudizio o nelle proprie capacità piuttosto che per mancanza di motivazione o energia);
• la persona può arrivare a qualsiasi cosa pur di ottenere accadimento e supporto dagli altri, fino al punto di offrirsi per compiti spiacevoli;
• sensazione di disagio o di essere indifeso/a quando è solo/a a causa dell’esagerato timore di essere incapace di prendersi cura di sé;
• quando termina una relazione intima, la persona cerca con urgenza un’altra relazione come fonte di accadimento e di supporto;
• si preoccupa in modo non realistico di essere lasciato/a a prendersi cura di sé.

 
Si evince, dalla lettura dei criteri diagnostici, che la persona con queste caratteristiche sperimenta una vera e propria angoscia da separazione; gli studi condotti in tale settore evidenziano che una siffatta struttura di personalità si manifesta entro la prima età adulta e, per porre diagnosi, la modalità dipendente deve essere pervasiva, ovverosia presente in più contesti di vita del soggetto (affettività, lavoro, studio, amicizie ecc.). Infine, è utile precisare che per la diagnosi del disturbo dipendente di personalità è sufficiente che siano soddisfatti 5 (almeno 5) degli 8 criteri sopra esposti.
A partire da tali premesse, ora vediamo quale lavoro propongo ai pazienti che presentano queste difficoltà relazionali e come utilizzo la trance ipnotica. Intanto, uno degli obiettivi più irrinunciabili e, al tempo stesso, ambiziosi, è quello di portare la persona verso l’accrescimento della capacità di affermare se stessa. L’idea è che, nel corso dello sviluppo, siano intervenute delle variabili che hanno “fissato” la persona nella modalità infantile connessa all’incapacità di scegliere per sé e per gli altri, accompagnata e alimentata da una potente angoscia di separazione. Di regola, le figure genitoriali di questi pazienti hanno trasmesso loro, nel corso della crescita, l’idea della pericolosità del mondo esterno, inteso nella sua globalità, ovverosia l’insieme delle cose, delle circostanze e delle relazioni che esistono al di fuori del legame di dipendenza. La trance ipnotica consente al terapeuta di aiutare il paziente a tornare indietro nel tempo, a quelle situazioni che hanno segnato la sua modalità di essere nelle relazioni, e ciò è possibile mediante la concentrazione psichica passiva indotta dall’ipnosi che permette di arginare le eventuali possibili resistenze, in una direzione orientata all’efficacia e all’efficienza. Se il soggetto, nel suo sviluppo e nella sua storia personale, è stato frenato nei tentativi di conquistare autonomia con atteggiamenti genitoriali di disapprovazione e con ricatti d’affetto, allora è proprio mediante il lavoro in trance che egli sperimenta la preziosa occasione di ristrutturare le sue credenze circa le figure di riferimento e circa le sue capacità, pensandosi, finalmente, molto più competente, dal punto di vista esistenziale, di quello che credeva. Un tale lavoro di rafforzamento dell’Io consente, inoltre, di superare le emozioni di paura e vergogna che molto spesso sono alla base dell’inibizione di ogni iniziativa personale.

 

 
Riferimento bibliografico
American Psychiatric Association (2014), Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta edizione (DSM-5), Raffaello Cortina editore

About
Dottoressa Maria Novella Grimaldi Da circa 20anni esperta di ipnosi strategica, ipnoterapia ericksoniana, ipnosi dinamica e regressiva. Laureata in Psicologia a indirizzo applicativo presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e specializzata in Approccio Breve e Strategico. Da anni utilizzo quotidianamente questo approccio insieme all’ipnosi, durante il percorso terapeutico l’attenzione non viene posta sul passato ma sul presente e sul futuro. Questo tipo di intervento si avvale di tecniche specifiche tra cui ricordo il Training Autogeno, la desensibilizzazione sistematica, l’ipnosi etc. Oltre ad usare le tecniche di rilassamento e l’ipnosi in ambito clinico conduco presso l’Istituto per lo Studio Delle Psicoterapie corsi, riservati a medici e psicologi, per conduttori di Training Autogeno, Tecniche Ipnotiche e R.A.T. Mail: marianovellagrimaldi@gmail.com
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