L’USO DELL’IPNOSI CON I PAZIENTI IN CONDIZIONE DI OBESITA’

 In Quando usare l'ipnosi

L’obesità può essere definita come una sindrome caratterizzata da un notevole aumento di peso causato dall’eccessiva formazione di adipe nei tessuti sottocutanei; come è noto, si tratta di una condizione in grado di determinare gravi danni a lungo termine sulla salute. L’indice più ampiamente utilizzato per definire le condizioni di sovrappeso, e di eventuale obesità, è l’indice di massa corporea IMC. Secondo i dati raccolti e diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la prevalenza dell’obesità a livello globale è più che raddoppiata dal 1980 ai nostri giorni. L’aspetto di rilievo è che il problema ha iniziato a diffondersi anche nelle fasce più giovani di età. Per questa ragione l’obesità si configura come una delle principali sfide per la salute pubblica a livello mondiale, e come psicoterapeuta ho messo a punto delle precise strategie di intervento. Dal momento che una alimentazione scorretta e ipercalorica associata a una ridotta attività fisica sono delle variabili significative sul sovrappeso, possiamo senz’altro affermare che l’obesità è una condizione che può essere anticipata e evitata con le opportune strategie di prevenzione.
Secondo il DSM-V i Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione sono caratterizzati “da un persistente disturbo dell’alimentazione oppure da comportamenti inerenti l’alimentazione che hanno come risultato un alterato consumo o assorbimento di cibo e che compromettono significativamente la salute fisica o il funzionamento psicosociale”, quali l’ingestione di sostanze senza contenuto alimentare, non commestibili; il ripetuto rigurgito di cibo, non attribuibile a condizioni gastrointestinali associate; l’evitamento di particolari cibi; le restrizioni alimentari con il conseguente significativo peso corporeo basso e la paura di diventare grassi; le abbuffate; i comportamenti compensatori inappropriati (vomito autoindotto, abuso lassativi e/o diuretici, digiuno, attività fisica eccessiva).
Come si evince dalla breve citazione del DSM-V, tra i Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione non è inserito il disturbo dell’obesità. In altre parole, chi soffre di obesità vive uno stato di salute a rischio, caratterizzato da un eccesso di grasso corporeo, tuttavia tale condizione non è necessariamente associata a un disturbo psicologico e mentale. Ciò nonostante, le statistiche suggeriscono che spesso l’obesità si lega ad alcuni disturbi della sfera psichica come il binge eating, il disturbo bipolare, la depressione e, per finire, la schizofrenia. In effetti mangiare con avidità molte volte risulta correlato al fatto che il paziente avverte il bisogno impellente di eliminare lo stimolo della fame rapidamente. In altre parole, non si permette di vivere tale stimolo come una normale esperienza sensoriale, ma piuttosto come un’esigenza che sente di dover appagare con urgenza. Per estensione, possiamo ipotizzare che una modalità di soddisfazione così inquieta dello stimolo della fame può valere per qualunque bisogno che il paziente sperimenta nel corso della sua vita e, anzi, caratterizzare un funzionamento più generale della mente e della psiche, riguardo a ogni suo aspetto.

Nella pratica clinica, quando tratto un paziente in sovrappeso oppure in una condizione di obesità, mi dedico all’esplorazione e all’indagine del funzionamento globale della persona, del sistema percettivo-reattivo che organizza il contatto con l’ambiente e con gli altri, e a partire da tali informazioni pianifico il lavoro terapeutico con l’ipnosi. L’ipnosi funziona perché il sovrappeso non è esclusivamente legato all’assunzione di cibo. La gran parte problema dell’iper-alimentazione è avviluppata in fattori emotivi e psicologici e l’ipnosi costituisce come un prezioso strumento in grado sciogliere tali nodi, prima che il controllo del peso possa essere raggiunto e definitivamente conquistato. In particolare, attraverso l’induzione dello stato di trance, che può essere ottenuto in modo formale o conversazionale, è possibile esplorare i vissuti soggiacenti il comportamento disfunzionale, scardinando le credenze inconsce che lo mantengono e lo nutrono. A questo proposito, Milton Erickson nei suoi racconti didattici illustra il caso di una paziente che aveva consolidato un modello di acquisto-perdita di peso che minacciava la sua salute e il suo benessere psicologico e relazionale. Dopo aver indagato lo schema inconscio in grado di determinare la dinamica lamentata, Erickson impiegò l’ipnosi per sovvertire con successo il modello di comportamento disfunzionale, permettendo alla donna di svincolarsi dallo schema nocivo che fino ad allora aveva caratterizzato la relazione con il suo corpo.

 

Riferimenti Bibliografici
Allison, David B.; Faith, Myles S., Hypnosis as an adjunct to cognitive-behavioral psychotherapy for obesity: A meta-analytic reappraisal, Journal of Consulting and Clinical Psychology, Vol 64(3), Jun 1996, 513-516.
Milton H. Erickson, La mia voce ti accompagnerà, Astrolabio, 1983.

Dott.ssa Maria Novella Grimaldi
Dottoressa Maria Novella Grimaldi Da circa 20anni esperta di ipnosi strategica, ipnoterapia ericksoniana, ipnosi dinamica e regressiva. Laureata in Psicologia a indirizzo applicativo presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e specializzata in Approccio Breve e Strategico. Da anni utilizzo quotidianamente questo approccio insieme all’ipnosi, durante il percorso terapeutico l’attenzione non viene posta sul passato ma sul presente e sul futuro. Questo tipo di intervento si avvale di tecniche specifiche tra cui ricordo il Training Autogeno, la desensibilizzazione sistematica, l’ipnosi etc. Oltre ad usare le tecniche di rilassamento e l’ipnosi in ambito clinico conduco presso l’Istituto per lo Studio Delle Psicoterapie corsi, riservati a medici e psicologi, per conduttori di Training Autogeno, Tecniche Ipnotiche e R.A.T. Mail: marianovellagrimaldi@gmail.com
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